NPL: oltre 60 miliardi immessi sul mercato

Assofin Crif

Il sistema bancario italiano potrebbe impiegare almeno 3 anni per liberarsi dalle sofferenze. La stima proviene dallo studio “The Place to be” di PwC, che mostra come quest’anno le banche si stiano alleggerendo di oltre 60 miliardi di euro di NPL.

Le cessioni della prima parte del 2017...

Nel primo semestre del 2017 diverse banche hanno provveduto alla cessione dei crediti deteriorati. UniCredit ha ceduto 17,7 miliardi a due veicoli costituiti da Fortress Investment Group e Pimco. Intesa Sanpaolo, invece, ha ceduto un portafoglio di NPL misto garantito/chirografario di 2,5 miliardi al fondo CRC, mentre il Banco BPM ha messo in mano ad Algebris un portafoglio da 750 milioni.

... e le cessioni previste per la fine dell’anno

Inoltre, per la seconda parte dell’anno si andrà avanti nelle cessioni. Come disposto dal Decreto emesso dal Governo il 25 giugno, le esposizioni deteriorate delle due banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, acquisite per una cifra simbolica da Intesa Sanpaolo), pari a 16,8 miliardi complessivi, confluiranno nella bad bank pubblica SGA, che dovrà liquidarle. Anche il processo di deleverage delle sofferenze di MPS (28,6 miliardi lordi al 31 dicembre 2016) è in corso: 26,1 miliardi saranno ceduti attraverso una struttura di cartolarizzazione, mentre 2,5 miliardi, costituiti da posizioni unsecured di piccolo importo e leasing, tramite procedure dedicate. C’è poi la questione in sospeso della quattro banche del bail-in (Carife, Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti): i loro crediti deteriorati sono stati ceduti due anni fa alla bad bank REV e si spera che trovino investitori nel mercato quest’anno. Anche il Banco BPM ha inoltre in corso la cessione di un portafoglio NPL unsecured di debitori del segmento PMI per un ammontare di 2 miliardi. E, infine, Carige dovrebbe liquidare nel corso dell’anno parte delle sue esposizioni in sofferenza, attualmente pari a 3,7 miliardi di euro.

Tornare ai ratio del 2012

Il sistema bancario italiano è quindi sulla buona strada, con oltre 60 miliardi di cessioni, ma la BCE ha ben chiarito nelle sue linee guida che l’obiettivo è arrivare a un NPL ratio del 7% circa, mentre l’Italia al momento sfiora il 18%. A questo ritmo, ovvero con una media di 60 miliardi di cessioni l’anno, il sistema bancario potrebbe raggiungere il target tra circa 3 anni, tornando ai livelli del 2012. Insomma bisogna alleggerirsi da almeno altri 120 miliardi.

Gli NPL nel 2016

Nel 2016 infatti gli NPL hanno toccato quota 324 miliardi di euro, contro i 341 miliardi di fine 2015. Il peso maggiore è relativo ai gross bad loans (200 miliardi, il 62%), mentre i valori netti ammontano a 87 miliardi (-2 miliardi) con un bad loan coverage migliorato di un punto percentuale (56,5%). Ma le banche hanno anche la necessità di focalizzarsi su un altra categoria di crediti deteriorati, gli unlikely to pay (UTP), pari a 117 miliardi (erano 127 nel 2015), per i quali la cartolarizzazione sembra lo strumento più adeguato, insieme alla costituzione di ReoCo.

Composizione del portafoglio NPL

A incidere sui gross bad loans sono gli NPL provenienti dal segmento corporate e SME (73%), mentre a livello geografico, la maggiore concentrazione dello stock si presenta in Lombardia (21,4%) e Lazio (11,6%), e nelle regioni del Sud Italia si trovato i livelli più elevati di gross bad loans ratio, con il record del 20,2% per la Calabria. Si tratta per lo più di crediti ipotecari, che pesano per il 46%, in crescita dal 36% del 2008.

 

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