C’è fiducia nella crescita dell’economia? I CEO italiani vedono grigio, mentre va meglio nel resto del mondo.
I CEO italiani in controtendenza
Sono le conclusioni del 20° Annual Global CEO Survey di PwC. Nonostante le preoccupazioni del 2016, la fiducia dei CEO in tutto il mondo per la ripresa del business sta tornando, anche se lontana dai dati del 2007: sono il 29% gli A.D. che credono in un 2017 migliore, mentre il 53% non si sbilancia oltre una previsione di stabilità. In Italia invece c’era più ottimismo l’anno scorso, quando ben il 55% era fiducioso in una ripresa. Ora invece la percentuale è scesa al 36%.
Pessimismo anche per i ricavi aziendali
Le preoccupazioni dei CEO italiani riguardano anche l’aumento dei ricavi delle loro aziende. Oggi sono l’86% i grandi capi che sperano in una crescita della propria attività nel corso dell’anno, mentre nel 2016 erano il 92%. Le previsioni positive sono poche anche guardando ai prossimi tre anni. Il resto del mondo è invece anche in questo caso in controtendenza: in particolare l’India, il Brasile, l’Australia e il Regno Unito.
Le paure degli A.D. italiani
Ma cosa spaventa i CEO del nostro Paese? Una difficoltà è bilanciare la concorrenza nel mercato globale con i trend di politiche nazionali più protezionistiche. Lo ritiene un problema circa il 50% degli A.D. italiani. Pesano anche l’incertezza generale sulla crescita economica (78%), la futura evoluzione dell’Eurozona e l’eccesso di regolamentazione (entrambe al 76%).
La tecnologia può essere un problema
A questi fattori si uniscono le preoccupazioni sul cambiamento dei comportamenti di acquisto dei consumatori e sulla rapidità dei cambiamenti tecnologici. Secondo i CEO tricolore la tecnologia è alla base della concorrenza nel mercato: per il 69% è oggi più difficile, proprio a causa della digitalizzazione, guadagnare e mantenere la fiducia delle persone. I social media ad esempio sono spesso una minaccia per la credibilità.
Servono più competenze nell’IT
Altri rischi sono la cybersecurity, le violazioni della privacy dei dati e la IT disruption. Per questo una priorità è quella di rafforzare il capitale umano, per portare sempre più competenze in un’azienda. Il 56% degli amministratori delegati italiani prevede infatti un aumento dei dipendenti nei prossimi 12 mesi.