
Tutto fermo per la previdenza integrativa. In Italia gli iscritti ai Fondi Pensione Negoziali passano solo dal 2% del 2010 ai 2,47% al 2015: in 5 anni le persone hanno avvertito poco la necessità di una pensione privata.
la previdenza complementare in italia
In Italia la previdenza complementare non decolla. Da uno studio di Excellence Consulting emerge che gli iscritti al 2015 sono pochi: non solo per i Fondi Pensione Negoziali, quelli ai Fondi Pensione Aperti (FPA) sono saliti solo dallo 0,85% del 2010 all’1,15% del 2015 e quelli ai Piani Individuali Pensionistici (PIP) dall’1,16% al 2,6%.
chi distribuisce i fondi pensione
Per quanto riguarda inoltre gli agenti dei canali distributivi, dal 2011 al 2015 sono passati dal 42% al 54% per i PIP e dal 21 al 30% per i FPA. I promotori invece sono aumentati, rispetto agli FPA, dal 14 al 22%, ma sono risultati in calo relativamente ai PIP dal 14 al 9%. Ci sono poi percentuali in salita circa il patrimonio e gli iscritti per operatori come Generali e Intesa Sanpaolo.
a chi serve la previdenza integrativa?
Tra i più orientati all’integrazione del reddito previdenziale ci sono le generazioni dei 45-55enni e dei 25-35enni, che vedono la longevità rispettivamente come un problema da risolvere o come una prospettiva da costruire. Tra le opportunità a cui il settore guarda con maggior interesse, nuove tipologie di prodotti con un migliore trattamento fiscale e strumenti di tipo Prevtech.