Il difficile scenario economico continua a pesare sulla richiesta di prestiti da parte delle famiglie italiane: nel mese di giugno la domanda di prestiti conferma un segno mensile non negativo (0%), ma allargando il confronto ai primi sei mesi dell’anno il Barometro CRIF registra un calo dell’8%
Prosegue per il mese di giugno la lieve inversione di tendenza registrata a maggio per le richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane: rispetto a giugno 2011 la domanda è, difatti, rimasta invariata (0%), un dato rassicurante rispetto ai primi quattro mesi dell’anno, in cui le rilevazioni del Barometro CRIF avevano registrato un calo prossimo alla doppia cifra.
Considerando, tuttavia, i primi sei mesi del 2012 la domanda di prestiti riflette uno scenario economico ancora piuttosto fragile, segnalando una flessione del -8% rispetto al primo semestre del 2011. Allargando il confronto con gli anni precedenti, il dato crolla ulteriormente, raggiungendo il -23% rispetto al primo semestre del 2008.
Nel primo semestre dell’anno, oltre il 32% delle richieste di prestiti finalizzati si è concentrata sulla classe di durata fino a un anno, mentre per i prestiti personali ha predominato quella superiore ai 5 anni, richiesta da quasi il 42% del totale.
Per quanto riguarda gli importi, invece, oltre il 69% della domanda di prestiti finalizzati si è concentrata nella classe sotto i 5mila euro, con un importo medio nel primo semestre dell’anno di 5.041 euro, in calo rispetto ai 5.412 euro dei primi sei mesi del 2011. Anche per i prestiti personali la distribuzione ha mostrato il prevalere delle classi di importo più contenute, con un importo medio che nel primo semestre 2012 è sceso a 12.014 euro, rispetto ai 12.380 euro dello stesso semestre 2011.
“Relativamente alla dinamica registrata per la domanda di prestiti bisogna considerare che i consumi di beni durevoli, per l'acquisto dei quali appunto più frequentemente si ricorre ad un finanziamento, stanno facendo segnare una netta contrazione, commenta Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF. D’altro canto, negli ultimi anni il difficile scenario macroeconomico e finanziario ha determinato una sostanziale diminuzione del reddito disponibile in termini reali e una erosione della propensione al risparmio delle famiglie italiane che, di conseguenza, sono state indotte a rinviare gli acquisti, specie nel caso di beni di importo più consistente. Ulteriori rinvii di alcuni acquisti emergono come non praticabile, e questo probabilmente spiega la ‘ripresina’ della domanda di prestiti evidenziatasi a maggio e giugno. Per evitare il consolidamento di questa dinamica comunque negativa nell’immediato giocherà un ruolo fondamentale anche il prolungamento di iniziative di sostegno come, ad esempio, la moratoria sui debiti, in scadenza a fine luglio”.
Considerando, tuttavia, i primi sei mesi del 2012 la domanda di prestiti riflette uno scenario economico ancora piuttosto fragile, segnalando una flessione del -8% rispetto al primo semestre del 2011. Allargando il confronto con gli anni precedenti, il dato crolla ulteriormente, raggiungendo il -23% rispetto al primo semestre del 2008.
Nel primo semestre dell’anno, oltre il 32% delle richieste di prestiti finalizzati si è concentrata sulla classe di durata fino a un anno, mentre per i prestiti personali ha predominato quella superiore ai 5 anni, richiesta da quasi il 42% del totale.
Per quanto riguarda gli importi, invece, oltre il 69% della domanda di prestiti finalizzati si è concentrata nella classe sotto i 5mila euro, con un importo medio nel primo semestre dell’anno di 5.041 euro, in calo rispetto ai 5.412 euro dei primi sei mesi del 2011. Anche per i prestiti personali la distribuzione ha mostrato il prevalere delle classi di importo più contenute, con un importo medio che nel primo semestre 2012 è sceso a 12.014 euro, rispetto ai 12.380 euro dello stesso semestre 2011.
“Relativamente alla dinamica registrata per la domanda di prestiti bisogna considerare che i consumi di beni durevoli, per l'acquisto dei quali appunto più frequentemente si ricorre ad un finanziamento, stanno facendo segnare una netta contrazione, commenta Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF. D’altro canto, negli ultimi anni il difficile scenario macroeconomico e finanziario ha determinato una sostanziale diminuzione del reddito disponibile in termini reali e una erosione della propensione al risparmio delle famiglie italiane che, di conseguenza, sono state indotte a rinviare gli acquisti, specie nel caso di beni di importo più consistente. Ulteriori rinvii di alcuni acquisti emergono come non praticabile, e questo probabilmente spiega la ‘ripresina’ della domanda di prestiti evidenziatasi a maggio e giugno. Per evitare il consolidamento di questa dinamica comunque negativa nell’immediato giocherà un ruolo fondamentale anche il prolungamento di iniziative di sostegno come, ad esempio, la moratoria sui debiti, in scadenza a fine luglio”.