Sottovalutazione del tema previdenziale, scarsa percezione dei rischi legati alla continuità aziendale e ottimismo circa il futuro del business: queste le principali evidenze che emergono dalla ricerca di Pramerica Life, compagnia assicurativa ramo vita del gruppo statunitense Prudential Financial, che ha visto il coinvolgimento di circa 300 tra piccoli e medi imprenditori e uomini di azienda.
PREVIDENZA DELL’IMPRENDITORE - La ricerca mostra come gli imprenditori tendono a non occuparsi della loro previdenza: il 49% del campione, infatti, ha dichiarato di non conoscere la propria posizione previdenziale obbligatoria e il 10% di non essersi ancora posto il problema, mentre tra quelli che si sono informati, solo un imprenditore su due ha adottato strumenti di previdenza integrativa. Tra i prodotti finanziari con finalità previdenziali prevalgono i fondi pensione aperti o Pip (scelti dal 45%), seguiti da soluzioni di tipo assicurativo (dal 39%) e da investimenti di altre tipologie (16%). Interessante anche il dato sul possibile utilizzo del TFM (il Trattamento di fine mandato dell’imprenditore): il 65% del campione non è consapevole del fatto che può essere anche un valido strumento di previdenza completare, essendo pienamente deducibile dal reddito d’impresa e confortato da un regime fiscale particolarmente agevolato in fase di percepimento.
CONTINITA’ AZIENDALE E PASSAGGIO GENERAZIONALE - Anche sul fronte della continuità aziendale sembra prevalere una scarsa cultura della gestione dei rischi: il 74% degli imprenditori interpellati non ha adottato forme di protezione capaci di preservare il naturale prosieguo del business in caso di scomparsa dell’imprenditore, di un key men o di soci operativi e nemmeno di dotarsi di piani di fidelizzazione per i collaboratori più meritevoli.
FIDUCIA NEL FUTURO DELL’AZIENDA - Tra gli imprenditori intervistati si è registrato un certo ottimismo circa l’andamento futuro del business: il 66% del campione prevede per il 2014 un aumento del fatturato della propria azienda, solo il 2% invece si attende un decremento del volume di affari mentre per il 32% sarà tendenzialmente in linea con quello del 2013.