Banche e piccoli comuni: nuovo scontro

Chiudete i conti correnti e spostateli presso Poste Italiane. Nuovo episodio di invito al boicottaggio di una banca che abbandona un piccolo centro abitato a Pinasca, comune della Val Chisone in provincia di Torino.

Protesta il sindaco, Roberto Rostagno, per la chiusura dello sportello di UniCredit, nove mesi dopo la chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo. L’Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, da anni sostiene la necessità di tutelare la presenza di servizi bancari nei piccoli centri. «A queste smobilitazioni, gravi e ritengo scandalose, devono seguire azioni istituzionali e politiche - evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem. Serve un quadro normativo che tuteli i territori e preservi i servizi. Le banche se ne vanno? I cittadini hanno una soluzione per esprimere il loro sdegno. Oltre alla protesta davanti alle filiali in chiusura, come abbiamo già fatto e rifaremo con più forza, i cittadini spostino i conti correnti. Li portino alla Posta ad esempio, stante l'impegno forte di Poste Italiane a offrire nuovi servizi».

Secondo Uncem, le banche non hanno capito che investire nei territori «farebbe loro bene per tornare con i piedi a terra. (…) scelgono di andarsene perché ci reputano a fallimento di mercato, non approfondendo i processi sociali che oggi e domani rimettono al centro i territori montani e piccoli Comuni. I board dalle banche, da qualche grattacielo milanese, non capiscono le dinamiche sociali e culturali del Paese. È una gravissima miopia. Ai danni delle comunità di Pinasca, Condove e tanti altri Comuni italiani. Piccoli ma al centro del futuro».

 

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