PAYLAB XVII. Dallo Smart POS alle Smart Cities

Se da un lato i pagamenti digitali sono in aumento, dall’altro occorre però garantirne l’accettazione più ampia e abilitare il merchant a gestirli in modo efficace e funzionale alle sue esigenze di business. Un passaggio reso possibile anche per effetto dei nuovi servizi verso la clientela abilitati dagli smart POS.

PayLab giugno 2019

Per Ingenico oggi il trend importante di crescita non sono tanto i pagamenti, bensì le applicazioni di business. Ne è consapevole Cristiano Viganò, Managing Director di Ingenico Italia. «Lo Smart POS ha il pregio per il merchant di rappresentare una soluzione unica e multifunzionale in grado di offrire più servizi, attraverso un unico device. L’Italia a livello europeo si sta distinguendo nel processo di adozione degli Smart POS, non solo per il numero dei dispositivi già installati, quanto per il ritmo con cui sta avvenendo la loro diffusione: come Ingenico nel nostro Paese abbiamo fatto una scelta chiara e stiamo lavorando su un’offerta Android che va dalla soluzione bancaria pura con un set predefinito di applicazioni business a soluzioni personalizzate in ambito Retail e dedicate a mercati verticali».

Le richieste del mercato

Quali funzionalità servono davvero al mercato? A questo interrogativo ha provato a rispondere Enrico Trovati, Merchant Services & Solutions BU - Director di Nexi, che ha appena rilasciato LiveHelp, un’applicazione che consente al merchant di chattare con la clientela, confermare gli appuntamenti o verificare la disponibilità di un articolo. «Per gestire al meglio il passaggio da POS a Smart POS occorre fare un salto di mentalità perché non ci troviamo più di fronte a un semplice device, ma a una vera e propria piattaforma in grado di semplificare la gestione dell’attività commerciale. Lo Smart POS, tra i diversi vantaggi, offre infatti anche la digitalizzazione di molti processi di business, come il loyalty, l’accettazione di buoni pasto elettronici, la gestione del magazzino, le fatture elettroniche e molto altro. La value proposition è apprezzata sia dai nostri partner bancari sia dai merchant, in particolare per la semplicità d’uso e la disponibilità di app che garantiscono servizi personalizzati per specifici settori o filiere. Un ulteriore valore aggiunto dello Smart POS è l’integrazione della cassa: si tratta della soluzione “app based” più di successo presso i piccoli merchant, perché permette di rispondere agli obblighi derivanti dalla nuova normativa in tema di trasmissione telematica dei corrispettivi. L’esercente evita di sostenere i costi per l’acquisto di una nuova cassa e al risparmio economico si aggiunge la valorizzazione del layout del punto vendita che ne guadagna in estetica e praticità. C’è poi un tema di grande attualità per il nostro settore: la PSD2. Credo che necessiti di una attenzione forte non solo per gli aspetti di compliance, che hanno finora assorbito l’attenzione maggiore, ma soprattutto per le implicazioni di business, in particolare in ambito e-commerce».

Open API e bonifici instant

«I sistemi innovativi di pagamento hanno ricevuto una spinta importante nella loro affermazione, non solo grazie alla semplicità d’utilizzo, ma anche per il fatto di aver saputo intercettare alcune tipologie di transazioni ricorrenti, tra cui bollette e ricariche telefoniche – puntualizza Angelo Grampa, Amministratore Delegato di PayTipper. In questo momento però nell’ambito dei micropagamenti non esistono delle killer app in grado di imprimere una svolta. La PSD2, abilitando logiche “open”, offrirà nuove carte da giocare grazie alla possibilità di inserire i pagamenti all’interno di servizi utili e graditi all’utente finale. Le Open API rappresentano il punto di svolta e ci permetteranno di creare dei nuovi meccanismi di pagamento. La combinazione tra le Open API e i bonifici instant potrà dar vita a diverse soluzioni. Lo Smart POS, abilitando i merchant all’accettazione di diversi sistemi di pagamento, rappresenta il punto d’ingresso alla varietà degli strumenti oggi esistenti. In questo contesto, tuttavia, l’acquirer deve essere in grado di fornire al merchant un’unica modalità di rendicontazione in cui far confluire tutti i sistemi di pagamento. Diversamente infatti, al beneficio della varietà farà da contraltare solo e soltanto un incremento della complessità».

Lo Smart POS in tabaccheria

Banca 5 lavora sia sul buyer sia sul merchant. In questa fase, la banca del gruppo Intesa Sanpaolo si sta concentrando sui merchant e sta testando un’offerta commerciale che prevede l’impiego dello Smart POS. «Noi, proprio in virtù della nostra identità, siamo già passati da una logica di ricezione del pagamento a una di erogazione di un servizio all’interno delle tabaccherie – spiega Enrico Noviello, Responsabile Marketing in Banca 5. Il nostro terminale quindi ha già cambiato pelle perché doveva essere in grado di gestire in modo efficiente tutte le logiche di interazione all’interno della tabaccheria, spesso strutturata nel concreto per poli di servizio. Il costo di gestione del device inoltre scende più si moltiplicano i servizi che possono essere forniti: nel nostro caso ad esempio abbiamo portato il prelievo del contante anche in realtà più piccole e nei piccoli centri secondo una logica di banca di prossimità. Dobbiamo saper gestire tutte le modalità di accettazione dei pagamenti e per questo stiamo finendo di sviluppare l’accettazione tramite QR Code e smart watch. Lo Smart POS è un elemento che potenzialmente potrebbe abilitare l’estensione del servizio anche ad altre categorie merceologiche. Si aprono nuove modalità di relazione con il cliente e quindi logiche di gestione del servizio più complesse ma sicuramente più utili». Della stessa opinione è Daniele Sacco, Chief Digital Officer di Sisal: «secondo noi il tema che sta alla base dello Smart POS è quello della creazione di una user experience che sia sempre più personalizzata. Noi crediamo molto nella PSD2, nel potenziale di sviluppo dei pagamenti istantanei e dei servizi a valore aggiunto, sia in prospettiva B2C, sia attraverso relazioni B2B, instaurate attraverso partner di business in grado di ingaggiare e stimolare all’adozione l’utente finale. Il miglioramento della user experience passa attraverso processi di analisi delle esigenze e l’applicazione di metodologie che garantiscano time to market, qualità e sicurezza».

L’integrazione del POS con i sistemi di cassa

«Sono in fase di sviluppo avanzato alcune soluzioni verticali su Smart POS che prevediamo di lanciare a breve – anticipa Lorenzo Torcini, Responsabile area commerciale di Coopersystem. Alcuni servizi che stiamo integrando su Smart POS, come i Sistemi di Cassa con invio telematico dei corrispettivi o come la generazione di fatture elettroniche, renderanno sicuramente riconoscibili le diverse proposte. Una volta completata la gamma delle soluzioni su cui stiamo lavorando, dovremo affrontare l’importante sfida della formazione alla nostra rete di vendita. Inoltre, voglio evidenziare come al nostro Gruppo interessi molto il mondo dello small – small business, ma al momento non ci sembrano disponibili sul mercato i prodotti idonei a fornire delle soluzioni economicamente sostenibili per questo segmento: saremo pronti a lanciare delle sperimentazioni nel momento in cui il mercato presenterà delle proposte interessanti».

Mobile POS al servizio del micro-merchant

Il compito di far decollare i micro-pagamenti è affidato al POS light anche se, per ora, restano molte incertezze su quale tipo di domanda andare ad aggredire, come ribadito da Dario Scacchetti, Sales, Marketing and Business Development Director di Ingenico Italia. «Le Telco hanno fatto da apripista sui pagamenti dei piccoli importi su smartphone, ma hanno fatto fatica perché il presupposto è l’individuazione del segmento di mercato su cui investire. Vi sono opportunità per crescere nell’ambito dei piccoli pagamenti, ma occorre individuare le corrette tecnologie abilitanti da introdurre sul mercato e i margini di retribuzione. Con le soluzioni PIN-on-Mobile, ad esempio, si offre la possibilità di digitare il PIN direttamente sul display del tablet o dello smartphone del merchant (anche se il device non è necessariamente sicuro), impiegando mini lettori e app certificate che basano la loro sicurezza su sofisticati accorgimenti software. Il Tap-on-Phone, invece, rappresenterà l’evoluzione successiva, cioè l’accettazione del pagamento contactless/NFC direttamente dallo smartphone del merchant che si trasforma in un vero e proprio POS virtuale. Oggi sono 800mila gli operatori in Italia che ancora non accettano pagamenti: strumenti semplici e accessibili come quelli che Ingenico sta lanciando sul mercato sono la giusta soluzione per questi operatori». Le tecnologie PIN-on-Mobile e Tap-on-Phone rappresentano l’evoluzione rispetto alle ormai già ampiamente diffuse soluzioni di mobile POS. «Questo tema è legato ai micropagamenti, ma anche alla necessità di integrare applicazioni di business che difficilmente potevano essere inserite in ambienti proprietari. Gran parte del successo dei mobile POS, infatti, è legato a settori verticali tra cui le assicurazioni e le consegne a domicilio – spiega Luciano Cavazzana, EVP EMEA Banks & Acquirers Business Unit di Ingenico. Il Tap-on-Phone rappresenta un passo avanti rispetto al mobile POS, perché di fatto viene meno una complicazione in termini di hardware e sparisce il costo del device esterno, ma si è aggiunta un’esigenza di maggior sicurezza. Occorre quindi verificare l’impatto che ciò può avere per il micromerchant. Attualmente abbiamo avviato in Italia due sperimentazioni con la soluzione di PIN-on-Mobile: una con Nexi e una con Poste. Ci stiamo quindi trasformando in un fornitore di piattaforme di sicurezza e di accettazione e non più solo di puro hardware. A febbraio di quest’anno abbiamo presentato il primo proof of concept di Tap-on-Phone targato Ingenico (primi progetti in corso in Polonia e Spagna). Abbiamo riscontrato che finora le applicazioni in field a livello mondiale sono poche, ma dobbiamo pensare che ci troviamo ancora con soluzioni non conformi PCI. Il nostro obiettivo è quello di realizzare il primo test in Italia per settembre 2019 utilizzando questa tecnologia, per poi attuare l’implementazione su tecnologia PCI compliant, in modo da avviare test su ampia scala in condizioni di assoluta sicurezza».

Lo “use case” di Poste Italiane

«Poste Italiane, nel suo costante processo di evoluzione e trasformazione digitale, sta portando ulteriore innovazione nell’ambito delle soluzioni per il mondo della logistica – racconta Francesco Fucci, Responsabile Iniziative Digitali di Poste Italiane. In particolare, sta realizzando nuovi dispositivi connessi evoluti basati sul concetto di “Smart Locker” che consentono non solo la consegna e la spedizione dei pacchi direttamente a domicilio, ma anche l’accettazione di pagamenti in contrassegno e di effettuare spese postali. Questi dispositivi permetteranno di implementare altri scenari d’uso, come pagare bollettini o effettuare ricariche Postepay e ulteriori servizi finanziari, grazie all’integrazione di un mobile POS direttamente a casa dell’utente, semplificandone la user experience per realizzare operazioni semplici e veloci. In questo modo Poste renderà ancora più comoda la fruizione di servizi dell’ufficio postale estendendo la rete dei canali di interazione con gli utenti già semplificata dall’adozione di soluzioni sempre più evolute, tra cui il Postino Telematico e il PIN-on-Mobile, facilmente integrabili anche con la tecnologia Android».

App pronte all’uso

Per Raffaella Mastrofilippo, Responsabile Servizio Piattaforme di Payment di Intesa Sanpaolo, il collegamento tra le esigenze del buyer e del merchant è dato dalle app. «Il portafoglio digitale che permette al cliente di scegliere il sistema di pagamento deve essere un’app e deve saper sintetizzare e presentare in modo user friendly tutte le forme di pagamento a sua disposizione. Il cliente deve essere in grado di scegliere qual è il sistema di pagamento per lui più adatto, per quel momento e per quella specifica transazione, senza necessariamente dover conoscere i processi sottostanti. Dall’altro lato per il merchant la situazione è identica: le varie forme di hardware, per quanto light, e tra queste includiamo il PIN-on-Mobile e il Tap-on-Phone, presuppongono un’app. L’app di accettazione deve essere semplice e il merchant deve essere in grado di accettare il pagamento selezionato dal cliente senza dover essere un esperto di pagamenti digitali». «Noi stiamo arrivando adesso al tema degli Smart POS e abbiamo due soluzioni in test che dovremmo rilasciare nei prossimi mesi – aggiunge Marco Monti, Direttore Area Monetica presso Sinergia - Sistema di Servizi. Vorremo offrire al 1 luglio del 2019 il servizio di invio telematico degli scontrini. Stiamo testando sia soluzioni classiche, sia soluzioni più verticali. Intendiamo sfruttare le funzionalità di Smart POS che consentono di poter dialogare anche da remoto con la clientela. Il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione delle app in grado di abilitare il contatto diretto con la banca».

Open payments e smart cities

Nel mondo degli open payments si prospettano diverse opportunità soprattutto per il parking e la mobilità urbana, come dimostrano alcune esperienze realizzate da ATM, la società di trasporti milanese, e da Trenord. «Come NordCom operiamo principalmente in due aree; quella del trasporto pubblico locale e quella della Pubblica Amministrazione – descrive Simone Rossetto, Account Manager NordCom – Gruppo FNM. Per il trasporto siamo focalizzati sui sistemi di bigliettazione e, grazie a Ingenico, in particolare per Trenord, abbiamo attivato una serie di soluzioni che oggi vedono l’impiego di più di 1.300 POS in mobilità che negli anni hanno registrato un incremento del 22% dei pagamenti con carta di credito. Questi dispositivi, oltre ad effettuare operazioni di controllo e di sanzionamento, consentono al cittadino di regolarizzare il titolo di viaggio a bordo pagando con carta di credito, contanti o smartphone. L’altro progetto su cui abbiamo lavorato, anche grazie alla collaborazione di altri partner, è il Tap&Go battezzato poi Pay&Go che prevede l’utilizzo della carta di credito in prossimità dei varchi. In pratica il titolo di viaggio è la carta di credito stessa». Oggi Trenord ha attivato il sistema sulla tratta per Malpensa e conta 5 stazioni abilitate con varchi EMV. «Per ora i numeri sono contenuti ma contiamo di crescere: nel 2018 abbiamo registrato fino a 350 passaggi giornalieri». «L’esperienza nel settore della P.A. ha mostrato come vi sia una tendenza radicata a traslare i processi dalla carta al digitale senza, tuttavia, ridisegnarli, con conseguente aumento della complessità – sintetizza Giulio Orombelli, Business Unit Manager di NordCom. Abbiamo anche riscontrato quanto sia laborioso introdurre il digitale in questo tipo di contesto ma, una volta inserito, prende piede facilmente. Noi abbiamo vissuto, ad esempio, il passaggio a PagoPA che è stato lento e ha scontato la mancanza di una user experience immediata. La sfida maggiore, in questi processi di digitalizzazione complessi, risiede nel saper coniugare la domanda e l’offerta».

Verso ecosistemi integrati

Il tema dei costi legati all’implementazione dello Smart POS viene sottolineato da Luca Corti, Vice President Business Development di Mastercard. «Come Mastercard registriamo interesse per i micropagamenti e per le vending machine per cui crediamo vi possano essere buone potenzialità. Ma per abbassare ulteriormente i costi, occorre individuare soluzioni scalabili che possano essere utilizzate anche a livello internazionale. Il costo dello Smart POS resta un punto fondamentale per i piccoli esercenti ma è il modello di vendita e di onboarding che deve cambiare perché, a prescindere dal device che si va a fornire, occorre essere più snelli nelle procedure, in particolare per quanto riguarda i micro-merchant e le startup. Quello delle città del futuro è un ecosistema che stiamo sponsorizzando fortemente. Allo stato attuale sono più di 150 le città nel mondo che a vario titolo sono coinvolte in progetti di questo tipo e Milano si conferma tra le prime». Per Manuela Livraghi, Head of Marketing Cards di SIA, che ha espresso il punto di vista dell’abilitatore tecnologico, lo Smart POS rappresenta l’ultima evoluzione nell’ambito dei servizi di acquiring. «Si tratta di una rivoluzione analoga a quella che nel giro di un paio d’anni ha trasformato tutti i cellulari in smartphone con vantaggi evidenti per gli utenti. La potenzialità dello Smart POS risiede soprattutto nella capacità di adattarsi alle specifiche esigenze dei singoli settori merceologici e alle diverse occasioni di pagamento, moltiplicando e ottimizzando le esperienze d’uso. Un ulteriore punto di forza risiede nell’interazione con infrastrutture e piattaforme tecnologiche tra loro integrate. Ogni caso d’uso, come ogni app, nasce infatti dalla combinazione di diversi moduli e servizi che dialogano tra loro. È questo il ruolo di chi come SIA funge da hub tecnologico: garantire sicurezza, affidabilità, continuità di servizio e facilità di plug-in favorendo così la nascita e lo sviluppo, tramite l’innovazione, di use case originali. È quanto sta avvenendo con l’affermarsi delle smart cities e della mobility as a service. All’utente non viene offerta solo la possibilità di acquistare titoli di viaggio ma ha a disposizione innumerevoli altri servizi come ad esempio il bike e il car sharing, l’acquisto di biglietti per cinema e teatri, l’emissione di qualsiasi tipo di voucher, etc. Stiamo parlando di mondi che oggi sembrano distinti ma che, grazie appunto agli hub, sono destinati a convergere per garantire agli utenti finali servizi avanzati e soprattutto ad alto valore aggiunto da utilizzare nella vita quotidiana».
 
 

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