Il Covid ha messo alla prova anche il settore dei pagamenti digitali. Dalle attività fisiche retail rimaste aperte, perché vendevano beni di prima necessità, al commercio elettronico fino a quegli esercenti che si sono dedicati alle consegne a domicilio per salvare il fatturato, la possibilità di incassare in sicurezza – anche sanitaria – è stata essenziale.

«E anche chi gestisce i terminali di pagamento si è trovato in prima linea – racconta Marco Rizzoli, CEO di PAX Italia. Perché se per le nostre risorse sales, marketing, R&D lo smart working non era qualcosa di nuovo, per chi si occupa delle Operations la presenza fisica è indispensabile».
Continuità operativa al primo posto
La logistica, la secure room, la riparazione dei terminali sono proseguite in continuità negli uffici, «con una serie di controlli in linea con quanto indicato dal Governo – prosegue Rizzoli – e quindi i dispositivi di protezione individuale, in ambienti disinfettati e igienizzati a ogni cambio turno. Le nostre squadre hanno lavorato in due gruppi che si alternavano al lavoro, senza sovrapposizioni, per ridurre il rischio di contagio. In più abbiamo chiuso le aree a rischio assembramento, come la sala pranzo, e previsto una distanza di sicurezza di due metri tra un lavoratore e l’altro. Questo ci ha permesso una continuità operativa al 100%».
Assistenza tecnica da remoto con gli Smart POS
La minore presenza fisica ha riguardato anche l’assistenza tecnica presso l’esercente. «Se c’è un guasto su un POS tradizionale, qualcuno deve intervenire – spiega Rizzoli – naturalmente nel rispetto di tutte le norme di sicurezza. Con il Coronavirus, anche gli esercizi commerciali più restii ad accettare la moneta elettronica hanno cambiato atteggiamento: la materialità della banconota può essere un mezzo di trasporto del virus». Fanno eccezione i terminali di ultima generazione, gli SmartPOS, «che non solo consentono di effettuare operazioni a valore aggiunto per il merchant e il cliente, ma hanno alcune funzionalità per accedere da remoto alla macchina, sempre seguendo le regole della PCI, grazie a una soluzione, AirViewer, che consente, previo consenso del merchant, di prendere il controllo da remoto del device».
Al lavoro per diffondere il c-less
Il nuovo approccio post-Covid spiega anche l’aumento nell’utilizzo di c-less e NFC: clienti ed esercenti cercano di evitare il contatto. «Si sta giustamente valutando l’innalzamento dell’importo massimo pagabile con c-less senza digitare il PIN – aggiunge Rizzoli – anche sulla spinta degli stakeholders dei sistemi di pagamento Nei negozi, anche nei prossimi mesi, si cercherà sempre meno l’interazione: vedremo sempre più terminali girati verso il cliente. Anche perché all’interesse degli esercenti di ogni dimensione potrebbero aggiungersi novità nell’ambito del protocollo di scambio importo, per migliorare il dialogo tra POS e cassa, indipendentemente dal suo modello e dal produttore».
Sempre più interesse per i terminali unattended
Nel new normal dei commercianti c’è posto anche per diversi altri tipi di terminali. Le misure restrittive e di sicurezza spingerà ancora l’utilizzo di terminali portatili e mobile POS, indispensabili per le consegne a domicilio per fare pagare il cliente direttamente sulla porta di casa. «E anche in Italia stanno prendendo piede i pagamenti su terminali unattended, non presidiati – prosegue Rizzoli. In questo ambito l’effetto del Covid-19 è particolarmente evidente: dai terminali all-in-one tradizionali, basati su Android, fino ai veri e proprio chioschi, sempre Android, c’è forte interesse da parte dei merchant e dalla Pubblica Amministrazione. Esercizi commerciali e grandi catene stanno valutando sistemi per ordinare e pagare in modalità self: sistemi aggiornabili da remoto dal punto di vista tecnico. E su cui impostare, sempre da remoto, campagne promozionali o di cross selling in tempi molto ristretti».
Merchant, ecco come pulire il POS
Contactless a parte, un terminale POS fisico viene toccato e manipolato. Dal merchant come dai clienti: aprendo di fatto un canale di trasmissione del virus, per quanto meno pericoloso di altri. «Anche EBA ha suggerimento di fare attenzione a igienizzare il POS a ogni utilizzo – spiega Marco Rizzoli – e c’è richiesta di pellicole e custodie per proteggere il terminale e facilitarne la pulizia. Stiamo lavorando per fornire ai nostri partner materiali informativi chiari per i merchant clienti, in cui spiegheremo quali prodotti usare, e come, per igienizzare il terminale. Saranno informazioni reperibili online per banche e acquirer. Per i merchant dotati di SmartPOS ci sarà il valore aggiunto di inviare video e informazioni direttamente sullo schermo del terminale tramite la app PAX4Care».