Panini: ricavi 2011 in crescita del 25%

Sono aumentati del 25% i ricavi dell’azienda torinese Panini: nel 2011 ha raggiunto 50 milioni di euro di ricavi, divenendo leader di mercato nel settore della dematerializzazione dei documenti di pagamento negli Stati Uniti, da cui deriva il 55% del fatturato totale
Con 50 milioni di euro di ricavi nel 2011 e un incremento del 25% rispetto all’anno precedente, Panini continua a puntare sulla dematerializzazione assegni, confermandosi leader negli Stati Uniti (con il 55% del fatturato) e distribuendo le proprie soluzioni di Remote Deposit Capture in 42 paesi nel mondo.

L’azienda torinese punta anche al mercato italiano. “I nostri investimenti in Italia, afferma Nicola Aliperti, Chief Executive Officer di Panini, sono iniziati due anni fa, ma le prospettive sono molto interessanti, soprattutto in previsione dell’emanazione dei decreti attuativi Check Truncation previsti per la fine dell’anno o al massimo per l’inizio del 2013”.

Nel frattempo, Panini ha inaugurato i primi progetti pilota in Italia con la Banca Popolare di Milano, recando benefici tangibili alla banca, anche in termini di fidelizzazione: il 50% dei clienti che già abitualmente versavano assegni presso BPM, dopo la sperimentazione ha aumentato di circa il 25% il volume dei documenti depositati.

Tra i vantaggi per le istituzioni finanziarie la possibilità di ridurre le spese di logistica, aumentando nel contempo anche la produttività interna alla filiale, smaltendo gran parte del lavoro, prima manuale, grazie alla digitalizzazione degli assegni. Anche il back office si trova alleggerito nelle sue operazioni, la riconciliazione interna di fatture e pagamenti in entrata e in uscita diventa più rapida, assicurando inoltre una maggiore tracciabilità dei flussi di denaro. E, soprattutto, un grande risparmio sui costi della carta: nel settore bancario, infatti, il numero di fogli prodotti e conservati è di circa 5,7 miliardi, una superficie pari a quattro volte la città di Parigi, con costi superiori ai 130milioni di euro annui (fonte ABI Lab). “Sono 70 miliardi gli assegni che circolano nel mondo ogni anno, spiega Vittorio Levi, Presidente di Panini. Solo in Francia ne circolano, all’anno, 4 miliardi, in Brasile si superano i 2 miliardi e in Italia sono 450 milioni e pesano sui sistemi di pagamento per il 15%”.

Tra gli ultimi progetti dell’azienda torinese, un contratto di fornitura con Poste Italiane per la dematerializzazione di bollettini elettronici e assegni che ha previsto l’installazione di 12mila lettori scanner. Inoltre, Panini vuole allargare il suo raggio d’azione: “negli Stati Uniti quasi la metà delle nostre macchine per la digitalizzazione dei documenti di pagamento, racconta Levi, vengono vendute alle imprese direttamente dalle banche, che diventano un nostro canale distributivo. In questo modo, aziende, broker, posso eseguire la dematerializzazione senza recarsi agli sportelli bancari, risparmiando su trasporto e assicurandosi un accesso al cash più rapido, in quanto il deposito avviene in 12 ore”.

Il mercato retail e quello della GDO sono ulteriori frontiere. “La nostra intenzione è quella di superare e colmare quel gap relativo ai pagamenti elettronici, conclude Levi, e collegare, quindi, le nostre macchine per la dematerializzazione ai POS degli esercenti e estendere la digitalizzazione anche ai ticket restaurant (1 miliardo e 200 milioni solo in Italia): progetti già realizzati in Francia, dove l’uso degli assegni è più consistente rispetto all’Italia, con buoni risultati”.
 

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