Il cash perde terreno. A livello globale, secondo il World Payments Report 2014 di Capgemini e Royal Bank of Scotland, i pagamenti con mezzi alternativi al contante sono cresciuti del 9,4%, fino a toccare i 366 miliardi di transazioni nel 2013. E la sfida per il futuro sarà trovare modalità innovative per rispondere alle richieste dei clienti.
Trainano i Paesi in via di sviluppo
Oltre la metà dei nuovi volumi di pagamenti non-cash viene dai Paesi in via di sviluppo, che pesano solo per un 25,5% del mercato. La Cina è ancora relativamente sottosviluppata, pur con tassi di crescita che promettono il sorpasso su USA e zona Euro entro i prossimi 5 anni. Un dato su tutti: ogni cinque persone che utilizzano servizi di mobile banking nel mondo, una vive in Cina.
Ma i finlandesi sono i meno amanti del cash
In crescita del 23,8% anche l’area CEMEA (Europa Centrale, Middle East e Africa), l’Asia emergente sale del 22,8% e l’America Latina, più lenta, dell’11%. Al top del numero di transazioni non-cash per abitante restano comunque le nazioni occidentali: ogni finlandese compie, in media, 448 transazioni non in contante all’anno, e il dato è addirittura in crescita del 10,6% rispetto al 2012.
Elettronico diventa sinonimo di mobile
Altro fenomeno ben fotografato dal report è la convergenza tra pagamenti elettronici e mobile, che è poi parte del boom della mobilità e dell’e-commerce: dal punto di vista di un consumatore, la differenza tra un pagamento mobile in prossimità o in remoto è pressoché irrilevante, soprattutto se è possibile effettuare entrambe le operazioni con lo stesso strumento. La sfida per i Payment Service Provider è intercettare la crescita dei mobile payments, prevista al +60,8% nel 2015, compensando il rallentamento dei pagamenti elettronici (intesi come e-payments), in discesa del 15,9% l’anno.
La sfida è seguire la clientela
L’imporsi del mobile porterà i PSP a modernizzare le infrastrutture di elaborazione dei pagamenti per supportare l’innovazione dei servizi alla clientela. «Il World Payments Report di quest'anno ha rilevato che la maggior parte dei PSP ha reso prioritaria la trasformazione, in tempi brevi, dei processi di pagamento – commenta Andrea Falleni, Vice President, Financial Services Leader di Capgemini Italia. Tuttavia la pressione scaturisce sia dalla concorrenza che da nuove iniziative normative dando vita a innovazioni come Square, IZettle e Swift per un valore tangibile per i clienti. Questo richiede che i provider sviluppino una visione a lungo termine per i processi di pagamento che possa essere eseguita tatticamente mediante progetti agili e strategici a ciclo ravvicinato che portino vantaggi rapidi creando nel contempo valore aggiunto a scadenza più prolungata».
Verso un hub dei pagamenti
Tra le priorità, anche la realizzazione di una unica piattaforma di pagamento, con una base comune retail e corporate: il concetto di hub di pagamento si estenderà così a tutte le aree, sostenendo la convergenza tra carte e pagamenti e i trend più innovativi. Il vero problema, infatti, è tenere il passo con le aspettative e i comportamenti dei consumatori. Questo richiede flessibilità: oltre la metà delle iniziative regolamentari si concentrano sull’innovazione, in particolare sulla riduzione del rischio e sull’aumento della trasparenza e della competitività.