La digitalizzazione cambia la sicurezza fisica 

La sicurezza digitalizzata ha le sue falle. Tutti i sistemi di sorveglianza, di antintrusione e allarmi per eventuali violazioni sono evoluti insieme alle nuove tecnologie, per abbandonare la loro veste analogica. Ma anche le vulnerabilità sono aumentate.

TVCC

La nuova sicurezza digitale

Ad analizzare le sfide del settore dei sistemi TVCC (Televisione a circuito chiuso) nell’era del digitale è Paessler, azienda specializzata nel monitoraggio e nella gestione delle infrastrutture di rete. D’altronde oggi le aziende sono dotate di videocamere IP che offrono migliori modalità per connettere e gestire le camere di sorveglianza e una maggiore semplicità di accesso ai feed video tramite dispositivi mobili. Rivoluzionando anche il controllo degli accessi, grazie a una connessione diretta alla rete. Anche le modalità di storage dei dati (come le videoregistrazioni) sono quindi cambiate e oggi tutto è archiviato digitalmente su dischi rigidi o cloud. E iniziano a spopolare anche i device IoT messi in rete: da quelli per la richiesta di soccorso fino ai rilevatori di fumo.

Convivere con le tecnologie

Con la progressiva digitalizzazione, tuttavia, i sistemi sono spesso un patchwork di tecnologie, protocolli e dispositivi di molteplici produttori. La prima sfida, dunque, che gli integratori di sistemi di sicurezza devono affrontare è la configurazione e l’ottimizzazione della rete. Ma questo è solo il primo passo...

La vulnerabilità della rete

Perché la natura digitalizzata dei moderni sistemi di sicurezza aggiunge infatti nuove possibile falle a quelle tradizionali. La perdita di dati, ad esempio: se i dati sono archiviati digitalmente e il sistema di storage si guasta tutte queste informazioni potrebbero andare perse. Il principale punto di debolezza dei moderni sistemi di sicurezza è individuato quindi nella rete: colli di bottiglia, disponibilità di banda o problemi di routing possono impedire l’invio o la ricezione di dati, compromettendo i sistemi di sicurezza. Se un cyber criminale dovesse poi riuscire a conquistare l’accesso alla rete o ai dispositivi, i rischi potrebbero essere altissimi.

La soluzione? Monitorare la rete

Pericoli reali, quindi, che non si possono escludere totalmente: i dispositivi elettronici possono subire malfunzionamenti, le reti possono avere problemi di banda e i sistemi di storage danneggiarsi. La soluzione è quindi prevenire attraverso un attento monitoraggio di rete con strumenti dedicati, stabilire metriche ben precise che indichino quando un sistema è in buona salute e definire quindi soglie di allerta e allarmi.

«Grazie all’utilizzo di una soluzione per il monitoraggio di rete è possibile ottenere una panoramica dell’intera rete su un unico cruscotto. Inoltre, le informazioni ottenute dal monitoraggio della rete possono fornire un supporto essenziale per apportare le correzioni necessarie a prevenire la perdita di dati o guasti critici – dichiara Chiara Ornigotti, Business Development Manager, Southern Europe di Paessler. Uno dei vantaggi del monitoraggio di rete è che la tipologia di sistemi che è possibile monitorare è molto diversificata, purché i dispositivi connessi offrano tecnologie standard (SNMP, NetFlow, WMI, etc.). L’approccio rimane lo stesso: configurare un sensore per un dispositivo e ricevere dati da quel sensore. Ma la rete può essere molto diversa tra un’installazione e l’altra e, difatti, seguendo gli stessi principi è possibile monitorare indifferentemente un ospedale, una casa intelligente, una smart city o un sistema di sicurezza».

 

La Rivista

Giugno 2026

PAGAMENTI DIGITALI: IL MATCH RICOMINCIA

Tra wallet, AI e sovranità europea si amplia l'ecosistema dei pagamenti

Tutti gli altri numeri