
Negli ultimi 5 anni, lo stock di posizioni deteriorate si è ridotto di un terzo. L’analisi proviene dalla prima edizione dell’Osservatorio NPE di CRIBIS Credit Management.
La discesa degli NPE
Considerando l’andamento degli stock di mercato degli NPE tra dicembre 2015 e giugno 2020, l’Osservatorio evidenzia un trend decrescente delle posizioni deteriorate: che passa da circa 300 miliardi di euro a poco più di 110 miliardi, con una riduzione più consistente tra il 2017 e il 2018.
Gli effetti delle cessioni
La contrazione più significativa è nello stock di sofferenze, più che dimezzato rispetto alla rilevazione iniziale del 2015: principalmente per effetto delle importanti operazioni di cessione di consistenti lotti di crediti inesigibili che hanno caratterizzato il periodo, a fronte di un calo molto più contenuto negli stock di Scaduti Deteriorati e Inadempienze Probabili. Difatti il sistema ha ceduto agli investitori circa il 60% dello stock iniziale (210 miliardi su 341 miliardi di euro).
Crediti deteriorati e società non finanziarie
Altro dato importante. Il 77% dei crediti deteriorati presenti sul mercato a giugno 2020 è imputabile alle Società non Finanziarie (cioè società di capitali, società di persone e società semplici o di fatto con più di 5 addetti), con uno stock in netta contrazione rispetto a dicembre 2015, dovuto principalmente alla riduzione delle sofferenze. Lo stock di sofferenze per le Società non finanziarie a giugno risultava pari a 45,7 miliardi.
I dati sulle famiglie
Alle Famiglie produttrici (che comprendono imprese individuali e società semplici) è invece imputabile l’8% dello stock di crediti deteriorati rilevato a giugno 2020 (5,8 miliardi di euro), mentre alle Famiglie consumatrici è riferibile il rimanente 15% dello stock (8 miliardi). Per quest’ultima categoria è più rilevante la quota di Scaduto/Deteriorato, che rappresenta circa l’11% del totale delle posizioni deteriorate rilevate a giugno 2020.