Contante VS pagamenti digitali: il cash vince ancora

In cash il 56% dei pagamenti nazionali, mentre con carta la percentuale si ferma al 21%. Una frenata per il settore dei pagamenti elettronici nel 2015. Perché dopo un 2014 in cui la crescita nell’uso degli strumenti alternativi al contante ha registrato un +10%, lo scorso anno la percentuale si è ridotta drasticamente: +5,6%. Anche se i “new digital payment” registrano una accelerazione: 21 miliardi di euro di transato, +22% sul 2014. Ecco i dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano.

Con carta, transazioni da 164 miliardi

A ben vedere, quindi, le carte continuano a essere poco utilizzate: quel 21% sul totale delle transazioni vale 164,5 miliardi di euro, mentre i nuovi metodi di pagamento, innovativi e mobile, valgono il 13% del totale dei pagamenti digitali, con prospettive di crescita nel 2018 (stimata in 50 miliardi di euro di transato).

I pagamenti online con carta

E-commerce ed e-payment (ovvero ricariche, bollette, tasse, multe pagati con carte tramite piattaforme online, escluso l’internet banking) valgono ben 17 miliardi di euro, pari quindi all’81% del valore complessivo dei new digital payment.

I mobile payment: tra acquisti in-app...

Seguono i mobile payment and commerce, con un valore pari a 2,8 miliardi di euro (una fetta del 13% sui nuovi pagamenti digitali): nel 2014 questo segmento valeva poco meno di 2 miliardi e nel 2018 potrebbe raggiungere i 6,3 miliardi. Notevole la propensione degli italiani ad acquistare contenuti digitali via mobile: +11%, quasi 800 milioni di euro spesi, con più del 40% del transato relativo ad acquisti in-app. E ancora una volta, le stime non puntano al ribasso: nel 2018 questo business dovrebbe valere 1,1 miliardi di euro.

... e bollettini

Spostandoci sull’acquisto di beni e servizi tramite dispositivi mobile, invece, il 2015 registra un +75% per questo segmento: oltre 300 milioni di euro di transato tra bollette e bollettini da smartphone (+172%, pari a 57 milioni di euro).

Il boom del mobile ticketing

È cresciuto del 160%, invece, il ticketing, comprensivo anche di pagamento soste e ride sharing, per un valore di 40 milioni di euro: sono stati acquistati 6 milioni di biglietti per il trasporto pubblico, pagate 6 milioni di corse e 3 milioni di soste.

Il P2P in Italia vale 10 milioni di euro

Più recente la comparsa dello scambio di denaro tra privati: il P2P, che in Italia è stato lanciato da due operatori legati al mondo bancario (SIA con Jiffy e ICBPI con ZAC) e da una costellazione di startup (Satispay, 2Pay, Tinaba) e non (Facebook, WhatsApp, Twitter, Apple, Google) pronte ad aggredire questo nuovo mercato affiancandosi ai più tradizionali OTT (PayPal, MoneyGram e PosteMobile). In soli due anni non si può certo parlare di grandi numeri: il P2P in Italia infatti vale poco più di 10 milioni di euro di transato. Ma promette grandi opportunità di crescita grazie al P2B e al P2G.

Gli strumenti per la diffusione del pagamento elettronico

Luciano-Cavazzana-Ingenico«La diffusione dei sistemi di pagamento elettronico (cashless) cresce anno dopo anno, favorita anche dalla sempre maggiore propensione da parte dei consumatori italiani di utilizzare il telefono mobile (smartphone o anche tablet) per gli acquisti online di beni e servizi – commenta Luciano Cavazzana, Presidente e AD di Ingenico Italia. Tuttavia questa crescita è ancora poco accentuata per sperare di raggiungere quei Paesi europei e mondiali che, mediamente, vantano un numero di transazioni per carta superiore al doppio di quanto ancora succede in Italia e questo è un fattore frenante per la nostra economia. La diffusione dei pagamenti elettronici, siano essi basati su carta elettronica, su smartphone o su internet, potrà decollare solo se il mondo dell’offerta si concentrerà proponendo soluzioni più ergonomiche e semplice impiego da parte degli utenti. È nostra convinzione che oggi, superate le criticità delle tecnologie grazie all’impegno del mondo bancario, delle telecomunicazioni e dei fornitori di tecnologie, tra cui anche Ingenico, la principale sfida sia quella di convincere gli utenti ad utilizzare i nuovi sistemi, creando confidenza e abitudine all’uso. Nello stesso modo, riconoscendo che i sistemi di pagamento elettronico, comportando una riduzione dell’uso del contante, potrebbero portare anche ad una parallela riduzione delle frodi e dell’evasione, anche il mondo politico potrebbe incentivarne l’uso presso clienti, commercianti e professionisti mediante programmi di detrazioni o di sconti fiscali. Siamo certi che per l’amministrazione i benefici derivanti da maggiori entrate e dai minori costi ottenibili grazie all’uso di sistemi di pagamento più moderni potrebbero superare di gran lunga le spese impiegate per sostenere tali iniziative. Da parte nostra, come Ingenico, continueremo a studiare soluzioni che possano abilitare i pagamenti elettronici in ogni condizione di uso: l’esperienza degli mPOS (mobile POS) è significativa di come una soluzione nuova, più semplice e meno costosa, possa convincere molti clienti non ancora dotati di terminale di accettazione, ad utilizzare i nuovi strumenti, ottenendo dei benefici per la propria attività (migliore operatività e sicurezza degli incassi) e per il Paese (riduzione dell’evasione e dei costi di gestione del denaro)».

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Un articolo dedicato al tema sarà pubblicato sul numero di marzo di AziendaBanca

 

 

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