Il Covid-19 sta accelerando i cambiamenti in atto. E i pagamenti digitali sono destinati a un vero boom, visti i dati dell’ultimo Osservatorio Digital Payments del Politecnico di Milano.

Dati pre-Coronavirus
Osservatorio che, è bene precisarlo, ha chiuso i lavori appena prima dell’inizio dell’emergenza Coronavirus, raccogliendo i dati sul 2019. Quando la presa d’assalto ai servizi di spesa online, il super-lavoro dei fattorini, l’esodo forzato verso l’e-commerce (o, più modestamente, verso la consegna a domicilio) dei negozietti di quartiere. Il Covid-19 è un acceleratore, lo si è detto diverse volte, e ha rapidamente spostato una parte importante dei consumi verso il digitale. Pagamenti compresi, anche grazie all’assist dell’OMS a favore del contactless.
Il contactless è ormai affermato
Corriamo rapidamente sui dati del 2019, con pagamenti con carta in crescita dell’11% a 270 miliardi di euro; uso delle carte in crescita da 71 a 83 operazioni pro-capite, ancora anni luce dalle 300 del Nord Europa, per un valore medio delle transazioni intorno ai 53,7 euro. Definitiva l’affermazione del contactless, che nel 2019 transa 63 miliardi rispetto ai 40,5 del 2018: 1,5 miliardi le transazioni senza contatto, +67%, per uno scontrino medio di 42 euro. Meno dei 45 del 2018: i micropagamenti sono ancora lontani ma il crescente uso del c-less sui mezzi pubblici delle grandi città, in sostituzione dei biglietti, darà una mano.
L'e-commerce prima del boom quarantena
E veniamo a uno dei traini storici dei pagamenti digitali, cioè il commercio elettronico. Nel 2019 pesa per 30,3 miliardi di euro: 12,2 miliardi, il 40% circa, passa ormai dal mobile commerce. E questi sono i numeri pre-Coronavirus, nel 2020 è prevedibile che le cifre saliranno e non poco.
L'innovazione: smartphone, wearable...
Per l’industria dei pagamenti, però, i temi di frontiera sono altri. Gli innovative payments: i pagamenti con smartphone e wearable su POS, quelli che in altri tempi avremmo definito “mobile proximity”, valgono ormai 3,1 miliardi di euro. I soli pagamenti da smartphone in negozio valgono 1,83 miliardi di euro e la base clienti inizia a farsi significativa, con 3 milioni di italiani che pagano con il cellulare rispetto al milione del 2018. Merito della crescita delle banche che permettono di virtualizzare la carta sui wallet dei principali OTT, tra le altre cose, mentre i wearable rientrano nella prossima frontiera (anche questo, lo vediamo a breve).
... il mobile remote...
Sostanzialmente stabili i pagamenti mobile remote, quelli al di fuori del punto vendita, con 1,24 miliardi di transato. Troviamo ricariche telefoniche (590 milioni); servizi legati alla mobilità, compresi tutti gli “sharing”, che crescono del 57% fino a 325 milioni; i bollettini crescono a 205 milioni, grazie ai nuovi servizi per pagare la Pubblica Amministrazione.
... smart objects e invisible payments
Cresceranno, dicevamo, i pagamenti con wearable e smartwatch. Per ora valgono 70 milioni di euro ma il loro peso crescerà parallelamente alla diffusione di oggetti connessi indossabili. Il medesimo discorso vale per gli “smart objects payments”, quindi il mondo IoT, e gli “invisible payments” nei negozi senza cassa: gli esperimenti non mancano e il prossimo anno sarà forse possibile quantificarli. Anche perché è probabile che la GDO riveda, alla luce di un’emergenza Covid-19 che sembra destinata a ripresentarsi in autunno, l’esperienza dei propri clienti nel fare la spesa.
2,17 milioni di POS, il 90% è c-less
Lato accettazione, prosegue l’evoluzione del POS. Cresce ancora il numero dei terminali installati in Italia, siamo a 2,17 milioni, nel 90% abilitati al contactless. Gli Smart POS totalizzano per ora circa 15mila terminali installati, per un transato di 1,1 miliardi di euro: ancora in sviluppo, però, l’offerta dei marketplace con applicazioni a valore aggiunto per i commercianti.
Il Covid-19: quale impatto sui POS?
Crescono del 50% i mobile POS, ora a quota 280mila: a spingerli l’obbligo di POS per liberi professionisti e piccoli esercenti e dell’azione commerciale di alcuni player. Il transato totale supera i 2,2 miliardi di euro, per 8mila euro circa a terminale. In sperimentazione le soluzioni “soft POS” e “tap on phone”: consentono al commerciante di accettare pagamenti c-less da uno smartphone dotato di antenna NFC. Anche in questo caso sarà il Covid-19 a influenzare pesantemente le linee evolutive del settore: sarà forse la volta buona per vedere la quasi totalità dei POS orientati verso il cliente?