Boom di surroghe e credito al consumo in aumento a doppia cifra nel 2015. Secondo la trentanovesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, nel 2015 il mercato del credito alle famiglie ha confermato i segnali di ripresa già registrati nella parte finale del 2014, con flussi finanziati nel credito al consumo che hanno raggiunto i 39 miliardi di euro (+13,6%).
Aumentano i finanziamenti per auto e altri beni
Trainano la ripresa del mercato i finanziamenti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli (+16,2%), nel solco della ripresa delle immatricolazioni e dei passaggi di proprietà. In ripresa anche i finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni e servizi (appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali impianti per la casa, spese mediche, palestre e tempo libero, etc.), che registrano una crescita del +6,5%, grazie al contributo di tutte le tipologie di prodotto/ servizio finanziato. In particolare il comparto è stato trainato dai finanziamenti per elettrodomestici ed elettronica di consumo (+11,9%) e per arredo (+12,1%), entrambi soprattutto nella componente a tassi promozionali.
Ripresa dei prestiti personali
I prestiti personali, dopo aver chiuso il 2014 ancora in calo, mostrano una netta ripresa delle erogazioni nei primi nove mesi del 2015 (+14,4%), grazie soprattutto al basso livello dei tassi di mercato, che ha favorito una forte concorrenza sul prezzo tra gli intermediari e un rinnovamento delle proposte commerciali. Tale vivacità nell’offerta ha indotto molti clienti a trasferire i contratti presso altri istituti, alla ricerca di condizioni più favorevoli.
Ancora in salita le rateali e opzione
Le erogazioni via carte rateali/opzione proseguono la crescita avviata nel 2014. Nel complesso il comparto è dominato dalle carte opzione - tipologia verso la quale negli ultimi anni si è orientata l’offerta - che crescono a doppia cifra (+15,8% nei primi nove mesi del 2015). Tuttavia gran parte dei pagamenti effettuati con questa tipologia di carte è regolato a saldo e non si concretizza pertanto in un vero e proprio credito rateale. Anche i volumi transati dalle carte rateali si caratterizzano per un segno positivo (+5,9%), grazie anche ai nuovi prodotti immessi sul mercato.
La cessione del quinto: lo strumento dei pensionati
Infine, anche i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (CQS) dopo il calo del 2014 tornano a mostrare una crescita dei flussi finanziati nei primi nove mesi del 2015 (+6,8%). Risultano trainanti le erogazioni ai pensionati, che pesano per il 47% del totale. Tuttavia, anche le erogazioni ai dipendenti pubblici e privati sono tornate a crescere.
I mutui immobiliari
Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici nei primi 9 mesi del 2015 proseguono la crescita marcata iniziata lo scorso anno. La componente dei mutui per acquisto di abitazioni fa registrare un incremento a doppia cifra (+21,3% rispetto allo stesso periodo del 2014), confermando il crescente sostegno del credito alle compravendite immobiliari. È tuttavia la componente degli “altri mutui” a mostrare la crescita più elevata (+187,1%), per effetto dell’impennata delle surroghe (+780,6%). I mutui di surroga, che continuano a essere molto convenienti per i bassi livelli dei tassi applicati sulle nuove operazioni, arrivano a rappresentare oltre un quarto dei volumi complessivamente erogati nei primi nove mesi del 2015.
Importi medi più bassi
Prosegue invece il trend di leggera contrazione degli importi finanziati e delle durate contrattuali, per effetto sia dei valori di compravendita più ridotti, sia dell’aumento dell’incidenza delle surroghe. La ripartizione delle erogazioni per fasce di importo finanziato mostra una lieve ricomposizione verso le classi di valore fino a 100 mila euro (con una quota pari al 32% del totale) mentre quella per durate evidenzia un’ulteriore riduzione della quota di mutui con durata superiore a 26 anni a vantaggio dei mutui fino a 20 anni.
Il ritorno del tasso fisso
Inoltre, i primi nove mesi del 2015 sanciscono il “ritorno” dei mutui a tasso fisso, che arrivano a coprire quasi la metà delle erogazioni (il 46% dei flussi totali). Si conferma infine il ruolo primario del canale bancario tradizionale nel collocamento del mutuo, con il 79% dei flussi erogati.
L’analisi della rischiosità
Nel corso del 2015 gli indicatori di rischio del credito al consumo mostrano complessivamente una lieve riduzione rispetto alle precedenti osservazioni. In particolare, il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio nel suo complesso (quindi mutui immobiliari più credito al consumo) si è attestato a settembre 2015 al 2,2%, in lieve contrazione rispetto all’inizio del 2015. Per il credito al consumo, il tasso di default nel corso degli ultimi trimestri si è progressivamente ridotto per attestarsi a settembre 2015 al 2,3%. In particolare, i prestiti personali vedono un significativo ridimensionamento del rischio passando nell’ultimo anno osservato dal 3,7% al 3,4%. I prestiti finalizzati mostrano invece andamenti più stabili con un tasso di default fermo all’1,5%. La rischiosità del settore dei mutui immobiliari, invece, ha proseguito il lento ma progressivo calo iniziato ormai da diversi trimestri: a settembre 2015 il tasso di default si colloca infatti all’1,7%, livello tra i più bassi osservati negli ultimi 4 anni.
Il credito nel 2016 e 2017
Il credito complessivo alle famiglie mostrerà una maggiore crescita delle consistenze nel biennio 2016-2017. La ripresa dei flussi di mutui e credito al consumo, già evidente nel 2015, sarà gradualmente meno legata a surroghe e ricontrattazioni una volta esaurito il potenziale di crediti per cui queste operazioni risultano convenienti, fornendo così un impulso più determinante per la crescita delle consistenze. Le previsioni relative all’andamento del credito al consumo indicano che nel biennio 2016-17 si consolideranno condizioni economico-finanziarie positive per le famiglie che potrebbero consentire l’acquisto di quei beni durevoli che negli anni di crisi erano stati rinviati. Anche le condizioni di offerta del credito, in linea con migliori condizioni di funding e una maggiore solidità patrimoniale degli operatori, potrebbero contribuire a garantire un aumento dei ritmi di crescita del credito al consumo (intorno al +4% in media tra il 2016 e il 2017). Anche nel comparto dei mutui immobiliari il miglioramento delle condizioni economiche e dell’occupazione favorirà ulteriormente la crescita dei nuovi finanziamenti nell’ultima parte del 2015 e nel prossimo biennio. Infine, nel corso del 2015 la rischiosità del comparto tenderà a stabilizzarsi sui livelli di fine 2014, beneficiando dei primi segnali di miglioramento dell’economia. Dal 2016 i tassi di sofferenza inizieranno lentamente a ridursi per arrivare nel 2017 al 3,7% nel comparto del credito al consumo e al 3,3% in quello dei mutui, favoriti oltre che dal miglioramento dei bilanci delle famiglie anche dagli effetti di coorti di finanziamento più virtuose generate negli ultimi anni grazie alla maggiore cautela nella domanda e offerta di finanziamenti.
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