Credito alle famiglie: fuori dal tunnel negativo

Incisiva la ripresa nel mercato dei mutui immobiliari, soprattutto grazie alle surroghe (+208%), più timida, invece, la crescita dei flussi di credito al consumo (+1,2%), sostenuta da finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto/moto: è uno scenario di lenta ripresa quello del credito alle famiglie, secondo la 37esima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia.

Più finanziamenti per il credito al consumo

Dopo cinque anni di flessione, secondo l’Osservatorio, nei primi 9 mesi del 2014 i flussi finanziati nel credito al consumo sono aumentati (+1,2%) insieme al numero di operazioni di finanziamento, cresciuto complessivamente del 5,9%.

Ripresa del settore automotive e delle carte opzione

La ripresa è stata trainata dai finanziamenti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli che fanno registrare un deciso aumento (+6,8%) grazie a un impulso non trascurabile dovuto alle offerte a tassi promozionali. Anche per il comparto delle carte rateali/opzione, nei primi 9 mesi del 2014 si profila una ripresa (+4,5% rispetto allo stesso periodo del 2013), sostenuta dal lancio di nuovi prodotti sul mercato. Trainanti sono le carte opzione (+5,7% i flussi veicolati), tra le quali si annoverano anche carte bancarie caratterizzate da un utilizzo prevalentemente a saldo, mentre i volumi transati dalle rateali risultano ancora in calo (-1,8%).

In calo i finanziamenti finalizzati, i prestiti personali e la CQS

I finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, palestre) continuano invece a segnare il passo: nei primi 9 mesi del 2014 risultano infatti in calo del 6,9% rispetto al corrispondente periodo 2013. I prestiti personali confermano anche nei primi 9 mesi del 2014 una contrazione dei flussi (-1,5%), pur se in attenuazione negli ultimi mesi. Il calo delle erogazioni, che negli ultimi 4 anni si sono complessivamente ridotte di circa un quarto, esprime la maggiore prudenza sia delle famiglie sia degli istituti eroganti verso un prodotto che prevede mediamente importi più elevati e durate più lunghe e che, conseguentemente, risulta più rischioso rispetto ad altre tipologie di finanziamento. Infine i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (CQS), dopo la ripresa del 2013, nei primi 9 mesi del 2014 tornano a ridursi (-2,9%), riflettendo il calo delle erogazioni verso i pensionati e i dipendenti pubblici.

I mutui immobiliari: un settore in ripresa

Nei primi 9 mesi del 2014 l’incremento delle nuove erogazioni finalizzate all’acquisto di abitazioni è stato del 5,3% in termini di flussi finanziati. L’evoluzione del numero dei contratti di mutuo per acquisto (+7,1%) risulta superiore a quella delle compravendite residenziali (+2,2%), segno che il credito torna a sostenere le famiglie per l’acquisto della casa.

Vince il tasso variabile

La competizione tra operatori è stata giocata soprattutto sulla convenienza del tasso variabile, dovuta alla riduzione dei costi di raccolta e dal basso livello dei tassi Euribor. Le erogazioni di mutui a tasso variabile continuano quindi ad aumentare la loro quota (67% nei primi 9 mesi del 2014) a scapito dei mutui a tasso misto (20%) e di quelli a tasso fisso (13%).

Più 200% per la surroga

L’attuale convenienza del tasso variabile è anche all’origine del boom registrato nei primi 9 mesi del 2014 per i mutui di surroga (+208% per i flussi finanziati), che in termini di quota raggiungono il 5.8% del totale flussi finanziati.

Importi medi

Dall’analisi sugli importi medi dei mutui erogati emerge che dal 2013 è aumentato l’importo medio dei mutui di surroga (114mila euro nei primi 9 mesi del 2014) mentre quello dei mutui di acquisto continua nel trend di riduzione (119mila euro), conseguenza della contrazione del valore degli immobili e della cautela delle famiglie. La riduzione del divario tra gli importi medi dei mutui di acquisto e di surroga dimostra che i mutui surrogati nel 2014 riguardano principalmente mutui recenti, stipulati nel periodo in cui gli spread erano ai livelli massimi.

Il rischio di credito rimane stabile

Nel corso del 2014 il rischio di credito si è mantenuto sostanzialmente stabile, con un lieve rientro dei tassi di default a settembre 2014, riflettendo sia la prudenza della domanda che la selettività dell’offerta di credito. Nello specifico, il tasso di default del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) si attesta a settembre 2014 al 2,4%, proseguendo l’allontanamento dal punto di massimo registrato all’inizio del 2010 pur rimanendo su livelli superiori a quelli registrati prima della crisi.
Per quanto riguarda il credito al consumo, il tasso di default si attesta a settembre al 2,5%. Il tasso di default di prestiti personali e finalizzati mostra un andamento simile: per i prestiti personali l’indicatore passa dal 4% di giugno al 3,9% di settembre 2014 mentre i finalizzati passano dall’1,7% all’1,6%.
Il tasso di default dei mutui immobiliari si è stabilizzato per gran parte del 2014 all’1,9% e solo a settembre mostra un ulteriore cenno di miglioramento, posizionandosi all’1,8%.  

 

 

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