Credito al consumo: nessuno stop nel I trimestre 2017

Le famiglie italiane tornano a spendere. Con un quadro economico più favorevole e tassi di mercato ancora contenuti, il credito al consumo torna su livelli molto vicini a quelli pre-crisi: a trainare il trend i finanziamenti auto e moto.

Assofin Crif

 

Crescita a doppia cifra per il credito al consumo

È quanto rivelano i dati dell’Osservatorio di Assofin, CRIF e Prometeia. I flussi finanziati si mantengono in crescita del 15,4% nel primo trimestre dell’anno in corso, grazie anche a offerte più modulari e flessibili: sono soprattutto richiesti presso le filiali, anche se sale il numero dei prestiti erogati online. Boom inoltre per i finanziamenti legati all’acquisto di auto o moto (+26,1%), spinti dai tassi promozionali e servizi accessori. Non è lo stesso invece per i prestiti finalizzati all’acquisto di altri beni, come l’arredo, l’elettronica e i viaggi, in calo del 7,3%.

+22,8% per i prestiti personali

I prestiti personali sono invece in aumento del 22,8%. Percentuale influenzata sempre di più dall’attività di refinance: le famiglie trasferiscono i finanziamenti da un istituto all’altro alla ricerca di condizioni migliori. Anche i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione accelerano (+11.6%), dopo il rallentamento della seconda parte del 2016: a richiederli sono soprattutto i pensionati. In crescita anche le erogazioni tramite carte opzione o rateali.

Segno più anche nel mercato immobiliare

Anche il settore dei mutui procede spedito. Benché a ritmi meno sostenuti rispetto al 2015, la crescita è stata dal 31,7% a fine 2016 e del 25,8% nel I trimestre 2017, con un aumento dei mutui di valore superiore ai 200 mila euro e di durata superiore ai 25 anni. Si mantengono su buoni livelli anche le surroghe.

Il tasso di default in miglioramento

Migliora inoltre la qualità del credito: il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito che misura le sofferenze e i ritardi di 6 o più rate) si è attestato a marzo 2017 all’1.7%. È il valore più contenuto rilevato negli ultimi anni, che interessa soprattutto i prestiti personali, anche grazie a politiche di offerta prudenti e atteggiamenti di cautela dei consumatori.

 

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