È aumentata dello 0,8% la spesa condotta dagli italiani tramite carte di pagamento nel 2013, secondo la quarta edizione dell’Osservatorio Acquisti CartaSi. Una timida ripresa trainata esclusivamente dall’e-commerce: senza il commercio elettronico, difatti, gli acquisti degli italiani registrerebbero una flessione dell’1,9%.
L’e-commerce continua a trainare la spesa
Difatti, la spesa sul canale online è cresciuta nel 2013 del 20,4%, per una somma complessiva di 11,6 miliardi di euro, pari al 14,8% del pagato complessivo con carta. Importante anche la crescita dei volumi di e-commerce verso siti esteri, pari al doppio rispetto a quelli veicolati sui sulle pagine web italiane: +27,5% contro +13,2%. Di fatto, questa dinamica ha fatto sì che quote crescenti di acquisto siano state fatte circolare al di fuori del nostro Paese, con volumi di spessa complessivi (online e offline) aumentati del 9,9%, e una flessione dello 0,7% per quanto riguarda invece l’Italia.
Modernizzarsi per abbattere il costo del cash
Un dato che riflette la poca modernità, in termini di evoluzione ed uso degli strumenti elettronici di pagamento, del Bel Paese. «L’incidenza dell’uso dei pagamenti elettronici (carte, mobile payments, etc.) in Italia è pari al 15%, una percentuale piuttosto bassa se confrontata con quella dell’area Euro (22%) – chiarisce Laura Cioli, Amministratore Delegato di CartaSi. Un atteggiamento che incide fortemente sull’efficienza del sistema italiano, tanto che, secondo i dati di Banca d’Italia, il contante in Italia costa 9,4 miliardi di euro: 4,5 miliardi alle banche, 3,7 miliardi agli esercenti e 1,2 miliardi ai consumatori. Se poi si aggiunge anche l’evasione fiscale, il cash in Italia pesa per circa 40 miliardi, ovvero il 3% del PIL. Non ci resta che colmare questo gap nell’uso degli strumenti elettronici: infatti, se riuscissimo a incrementare l’indice di modernità dei pagamenti al 30%, il delta del costo del contante diminuirebbe di 2,3 miliardi di euro, permettendo a banche ed esercenti di ridurre il peso del cash del 20-25% e del 40% per quanto riguarda i consumatori, a fronte del costo dei pagamenti elettronici, molto più basso per le banche, pari per gli esercenti e nullo per il consumatore».
Le previsioni di spesa per il biennio
Il sistema previsionale dell’Osservatorio Acquisti CartaSi guarda anche al futuro. Nel 2014, infatti, è prevista una graduale uscita dalla crisi, con ritmi di crescita più decisi nel 2015: determinante, in tal senso, l’e-commerce, che dovrebbe integrarsi in modo strutturale alle vendite offline e non rappresentare più, dunque, un elemento collaterale. Alla fine di quest’anno, previsioni alla mano, la spesa dovrebbe aumentare complessivamente, quindi, dell’1,7% grazie al commercio elettronico (che dovrebbe crescere del 21%); nel 2015, invece, la crescita dovrebbe toccare il 3,2% grazie al +20,7% dell’e-commerce (senza il quale si registrerebbe -0,6%).
I settori che sconfiggeranno la crisi
Nel complesso, fra il 2014 e il 2015, dovrebbero aumentare le spese in informatica e beni digitali (+6,1% nel 2014 e +7,7% nel 2015), in servizi consumer (+6% nel 2014 e +6,9% nel 2015), in viaggi e trasporti (+6,9% nel 2014 e +8% nel 2015), telecomunicazioni (+1,2% nel 2014 e +2,3% nel 2015) e nel dettaglio non alimentare (+6,1% nel 2014 e +7,7% nel 2015). Inoltre, è possibile che prosegua la contrazione di spese in abbigliamento e calzature (-4,9% nel 2014 e -3,1% nel 2015) e in beni per la casa (-5,7% nel 2014 e -3,9% nel 2015). Stabili, invece, alberghi e ristoranti (-0,3% e -0,4%).
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