I vantaggi di un dialogo tra manager e dipendenti

I dipendenti sono convinti che, in azienda, un maggiore coinvolgimento con il management aumenterebbe la produttività. Eppure questo avviene raramente, secondo la ricerca Oracle Simply talent condotta a livello europeo. Anzi, sono i colleghi stessi a collaborare tra di loro e creare maggiore engagement.

Collaborazione tra dipendenti

Lo studio Oracle Simply Talent ha raccolto informazioni da 1.511 dipendenti di grandi aziende europee. Il sondaggio rivela, a sorpresa, che il 42% degli intervistati attribuisce ai colleghi il maggiore impatto positivo sul proprio livello di coinvolgimento sul luogo di lavoro; una percentuale ben più elevata di quanti lo attribuiscono ai proprio manager diretti (21%) o ai manager della business unit di appartenenza (7%). Solo il 3% del campione afferma che è la funzione Risorse Umane a creare l’impatto più positivo per loro.

I leader? Hanno una influenza negativa

Al contrario, quando si tratta di stabilire chi abbia un’influenza negativa, i dipendenti delle aziende europee individuano i principali responsabili nella senior leadership (19%) e nei manager a cui riportano direttamente (11%).

I vantaggi di un dialogo tra manager e dipendenti

Secondo lo studio Oracle, solo poco più di un terzo (35%) dei dipendenti in Europa occidentale si sente coinvolto sul luogo di lavoro per la maggior parte del tempo. Anche se ritengono importante che le loro aziende affrontino il tema nel modo giusto, indicando fra i principali vantaggi del coinvolgimento l’aumento della produttività (56%), una minor probabilità di voler cercare un nuovo posto di lavoro (37%) e una maggiore capacità di fornire alla propria azienda idee creative sugli elementi da migliorare (35%). I vantaggi dell’engagement si estendono, secondo gli interpellati, anche al servizio ai clienti: il 30% degli intervistati afferma di essere più disposto a fornire un miglior servizio al cliente quando si sente coinvolto.

Il ruolo dell’HR

Lo studio Oracle mette in luce anche il punto di vista dei dipendenti su come la funzione Risorse Umane e in generale il management aziendale potrebbe farli sentire più coinvolti sul lavoro. Secondo gli interpellati, la principale priorità del management dovrebbe essere il riconoscimento dei risultati (53%), seguito dall'aiutare i dipendenti a capire quale sia il contributo che ciascuno di essi fornisce all'azienda (35%) e dal dare loro l’opportunità di partecipare a progetti interessanti (34%). Preoccupa invece notare come circa un terzo (32%) dei dipendenti in Europa occidentale segnali la mancanza di riconoscimento dell'eccellenza individuale da parte delle aziende – un dato che indica un disallineamento tra dirigenza e personale in merito a ciò che costituisce un buon management.

I Millennials alla ricerca del confronto

La generazione più giovane (i Millennials) è in particolare quella che desidererebbe discutere più regolarmente della propria carriera con i manager di cui sono alle dirette dipendenze. In questo segmento d’età si trova la maggior parte di lavoratori che già ha questa possibilità (44%), ma vi si trova anche la più alta percentuale di persone (79%) che non riesce ad avere un confronto regolare sulla propria carriera.

«Questi dati dovrebbero preoccupare i team HR dal momento che indicano come le Risorse Umane non riescano a creare coinvolgimento agli occhi dei dipendenti – commenta Loïc Le Guisquet, President for Europe, Middle East and Africa (EMEA) and Asia Pacific regions di Oracle. Se è così, quale speranza può esservi che le Risorse Umane possano avere un impatto positivo sull'ambiente di lavoro e sulla cultura aziendale? Questo studio dovrebbe suonare come un campanello d'allarme, affinché le direzioni HR dimostrino in modo chiaro e visibile a tutti il valore che apportano alle loro aziende e ai dipendenti».  

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