Open data, evoluzione e rivoluzione

Negli ultimi anni, abbiamo visto l’introduzione a livello internazionale di molte iniziative nuove e interessanti, nate proprio dalla nozione di open data, e pronte a rivoluzionare ogni settore tecnologico.

open data credito

 

 

E non si tratta solamente del settore bancario, visto anche in altri mondi come quello dell’efficienza energetica e dello sviluppo software, c’è una generale tendenza verso la condivisione dei dati e delle informazioni, a tutto beneficio del progresso comune. Un caso eclatante è quello dell’open source, che la stessa amministrazione pubblica italiana suggerisce di prendere prioritariamente in esame proprio per le sue caratteristiche di apertura e trasparenza.

Approccio Open in crescita

Un ulteriore esempio arriva direttamente dall’AGID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, che ha recentemente istituito il Repertorio nazionale dei dati territoriali e ha disciplinato l’adozione delle regole tecniche per la formazione, la documentazione, lo scambio e il riutilizzo dei dati territoriali detenuti dalle amministrazioni pubbliche.

In particolare, il lancio dell’open banking è stato trainato da due movimenti emergenti: la domanda dei consumatori di servizi personalizzati e il riconoscimento da parte delle autorità di regolamentazione che il libero flusso di dati va a beneficio non solo dei singoli individui, ma anche dell’intera economia di un Paese.

La spinta della PSD2

Queste iniziative sono state accompagnate dall’implementazione di quadri normativi che impongono la condivisione dei dati, come la direttiva sui servizi di pagamento (PSD2), entrata in vigore in Italia ormai quasi un anno fa.

Nonostante un inizio relativamente lento, oggi i progressi in tema di open banking sono significativi, grazie all’emergere di innovativi strumenti volti ad aiutare gli individui a gestire il proprio denaro in modo più efficace grazie alla disponibilità di questi insight aggiuntivi.

Negli ultimi mesi si è registrato un notevole aumento nel numero di persone che utilizzano i servizi di Open Banking. Nel marzo 2020, le chiamate API in Italia sono state poco meno di 1 milione, con un numero più triplicato rispetto alle 320.000 circa di dicembre 2019. Siamo molto lontani dai dati di altri mercati come UK (59,4 milioni di chiamate a maggio), ma l’incremento appare esponenziale.

Il credito invisibile

Oltre a fornire maggiore scelta e convenienza ai clienti, i dati aperti, insieme ad altre nuove fonti di dati, possono essere particolarmente utili per costruire i registri finanziari della popolazione “invisibile al Credito” – persone o imprese con poche o nessuna informazione finanziaria valida a cui attingere – aiutandoli ad accedere sia alla finanza tradizionale sia a servizi pubblici online fondamentali.

La prossima tappa di questo percorso consiste nell’aiutare il maggior numero di persone possibile a contribuire direttamente con informazioni proprie ai file informativi, migliorando così la capacità di valutazione dell’affidabilità, preferenze e potenzialità In questo modo potranno accedere più facilmente a prodotti e servizi, aiutando al tempo stesso i finanziatori a comprendere il rischio di credito in un modo che sia adatto allo scopo in un mercato in rapido cambiamento.

Potere alle persone

Ci aspettiamo che l’open banking continuerà a trasformare la gestione del denaro con prodotti e servizi innovativi che permettano a individui e imprese di controllare le proprie finanze in modo più semplice e sicuro.

Le API fuori dal banking: le utilities

L’applicazione ad altre aree, come ad esempio le utility, della stessa tecnologia API che sta alla base dell’open banking può portare ulteriori vantaggi ai consumatori. Avere tutte le informazioni a disposizione in un unico luogo permetterebbe loro di prendere decisioni più intelligenti e informate, portando a un maggiore coinvolgimento e, soprattutto, a un minore stress.

Una nuova generazione di tecnologie che abbracci il concetto di apertura dei dati potrebbe anche ipotizzare di collegare l’uso individuale dell’energia con le esigenze della rete globale, integrando meglio le esigenze energetiche delle persone. Incoraggiando l’intero settore a formalizzare un approccio più aperto ai dati in loro possesso, si potrebbe offrire alle persone la possibilità di sfruttare a proprio vantaggio i dati dei contatori intelligenti.

Come è successo per l’open banking, questo richiederebbe anche alle aziende del settore energetico di aprire i loro dati attraverso una serie di interfacce (API) standard e sicure che potrebbero accedere e sfruttare questi nuovi flussi di dati, promuovendo idealmente un maggior numero di passaggi e portando sul mercato nuovi e innovativi servizi energetici.

Investire negli open data

Le organizzazioni di tutti i settori industriali dovrebbero riconoscere i vantaggi legati agli investimenti nella tecnologia open data. Non solo dà vita a un ambiente in cui i consumatori possono utilizzare le loro informazioni per accedere a servizi su misura per soddisfare le loro esigenze, ma può anche dare alle imprese un significativo vantaggio competitivo.

 

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Settembre 2026

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