
Accordi tra industry differenti, personalizzazione dei servizi, intelligenza artificiale ma anche compliance. Sono queste alcune delle tematiche care al nuovo paradigma dettato dalla PSD2: l’open banking, che prevede appunto una banca aperta e pronta a collaborare con le FinTech.
Più partnership cross-industry
A delineare previsioni e tendenze in atto nel rapporto tra FinTech e settore bancario è Yolt, azienda britannica che ha creato una money app: un aggregatore di conti correnti e carte di credito, già attivo in Italia. Secondo Frank Jan Risseeuw, CEO di Yolt, nel 2019 assisteremo a 3 grandi cambiamenti: il primo è una crescente apertura alle partnership cross-industry e un mercato della sharing economy più stabile. D’altronde, la combinazione di tecnologia e legislazione innovative sta dando vita a una crescente apertura alle partnership tra settori industriali e a un’economia della condivisione più consolidata. E iniziative europee come la PSD2 stanno creando una parità di condizione tra FinTech e banche. «Yolt sta lavorando in stretta collaborazione con le più grandi banche, con neo banche e altri partner FinTech per rendere la finanza più accessibile a tutti – afferma Risseeuw. L’open banking ha dato alle piattaforme finanziarie la possibilità di creare nuove collaborazioni aprendo le API e facilitando la legittimità a condividere i dati con esplicito consenso. I consumatori, di conseguenza, possono beneficiare di un’esperienza bancaria realmente su misura».
Personalizzazione dei servizi
E il meglio deve ancora venire, preannuncia Risseeuw, perché man mano che la disponibilità di API aumenterà, il mercato FinTech si fonderà per creare un ecosistema di piattaforme e servizi costruiti sulle esigenze dei consumatori. La personalizzazione dei servizi è quindi un pilastro dell’open banking, in quanto consente al finance di fornire analisi avanzate sulle abitudini di spesa dei clienti, che possono poi essere condivise con le money app per offrire a ciascun utente una esperienza veramente autentica e personale. «Sempre più persone si rivolgeranno quindi alle app in stile “aggregatore” per visualizzare tutti i conti bancari in un unico posto – sottolinea Risseeuw. La comunità di Yolt beneficia già di questa funzione, potendo visualizzare le proprie finanze in un unico posto, tenere traccia delle spese, creare budget e cambiare prodotti finanziari più facilmente. Tutto questo crea un ecosistema unico per l’utente: una rete di servizi e fornitori costruita su misura per soddisfarne le esigenze. Ad esempio, gli utenti potrebbero essere interessati a visualizzare contratti di assicurazione o fornitori di energia più convenienti».
Le tendenze tech del 2019
Spendere in modo intelligente il denaro è quindi uno dei propositi delle tecnologie che ruotano attorno alla banca del futuro e al nuovo ecosistema aperto che si sta delineando. Uno scenario su cui impatteranno tre tendenze, secondo Roderick Simons, CTO di Yolt: l’uso dell’intelligenza artificiale, per costruire prodotti personali e pertinenti; la crescita del settore RegTech, o di quella particolare area di servizi finanziari chiamata Continuous Compliance, che dovrebbe facilitare le attività di compliance (come per esempio la KYC); infine, la tecnologia a supporto dei pagamenti mobili dovrebbe migliorare ulteriormente nel 2019, portando mobile banking e mobile payment a una accelerazione.
La banca del futuro: come sarà?
Ma attenzione, anche se l’industria del FinTech sembra crescere a un ritmo sostenuto, forte della sua agilità, non bisogna dimenticare quanto la sicurezza sia indispensabile per sopravvivere in questo scenario governato dalla PSD2. E le banche hanno salde fondamenta in questo ambito. D’altronde, nel 2017, chiarisce Yolt, solo il 13% della popolazione poteva essere definita super user in ambito FinTech e in media si utilizzavano oltre 5 servizi FinTech con regolarità. Per la fine del 2019 le previsioni sono naturalmente al rialzo: l’ubiquità offerta da smartphone e internet sta rendendo meno utile lo sportello bancario, ma lo ha comunque trasformato in un luogo di consulenza, in quanto la totale digitalizzazione delle finanze personali non è ancora arrivata al culmine. E i disruptor portano alto il baluardo della democratizzazione dei servizi finanziari: attualmente, secondo i dati di Yolt, 1,7 miliardi di adulti in tutto il mondo non ha un conto bancario; le innovazioni in ambito FinTech offrono quindi un’opportunità a chi voglia creare servizi e prodotti specificatamente pensati per gli unbanked, fornendo un accesso semplice ai servizi finanziari.