I due ostacoli della consulenza finanziaria

La consulenza finanziaria continua a crescere ma due fattori, secondo la Survey condotta da Natixis Global Asset Management, potrebbero influenzare in modo significativo l’attività: i mercati e l’emotività degli investitori. Lo studio, condotto tra giugno e luglio 2014, raccoglie le impressioni di 1.800 promotori e consulenti a livello mondiale, di cui 150 in Italia.

L’ondata emotiva

In Italia, i risparmiatori che reagiscono emotivamente all’andamento dei mercati (86%), i fattori legati al pricing (86%) insieme alla fiducia e all’atteggiamento degli investitori (83%) rappresentano le tre maggiori sfide per i promotori e consulenti finanziari. Se da un lato, quindi, i consulenti sono consapevoli di dover fronteggiare questi elementi, dall’altro pochi risparmiatori riescono a identificare un collegamento tra i comportamenti e i successi negli investimenti. Secondo la ricerca 2014 Global Survey of Individual Investors sugli investitori affluent e high net worth, infatti, alla domanda se evitare decisioni sull’onda emotiva può aiutare a raggiungere i propri obiettivi finanziari solo il 6% degli intervistati italiani ha dato una risposta affermativa.

Investire per obiettivi

Il 69% dei consulenti finanziari italiani dichiara di incoraggiare i propri clienti nell’avere un obiettivo di rendimento indipendente dall’andamento generale dei mercati, mentre l’87% spinge i clienti a individuare obiettivi personali per i loro investimenti. I risparmiatori sono aperti a questa idea, con il 68% degli investitori italiani che si dichiara disponibile a identificare un target di rendimento indipendente dal mercato. Tuttavia, il 61% degli investitori italiani non ha dei chiari obiettivi finanziari e il 69% dichiara di non avere dei piani ben definiti.

Aspettative per il post pensionamento

La domanda maggiore che i clienti italiani pongono ai propri consulenti riguarda l’accesso a prodotti che offrano un reddito (78%) e la pianificazione finanziaria in vista del pensionamento (47%): in particolare, per raggiungere i propri obiettivi finanziari gli investitori italiani cercano rendimenti medi dell’8% all’anno sopra l’inflazione, in netto contrasto con le attitudini e la nota avversione al rischio degli italiani.

Verso strategie basate sul rischio

Nonostante uno scenario di mercato positivo registrato negli ultimi cinque anni, gli investitori rimangono ancora combattuti tra crescita e protezione del capitale, in particolare in Italia dove l’88% dei consulenti italiani (85% a livello globale) conferma che i clienti sono in bilico tra ricerca del rendimento e protezione del capitale. Dall’altro lato, il 74% dei consulenti italiani si dichiara d’accordo sul fatto che i clienti siano più interessati a parlare di rischio rispetto allo scorso anno. È questa la ragione per la quale i consulenti stanno affrontando il rischio attraverso nuove tecniche di costruzione del portafoglio in modo da aiutare gli investitori a prendere in considerazione una gamma più ampia di strategie e soluzioni di investimento: i modelli tradizionali sono, quindi, messi in discussione sia da parte dei clienti, sia dai consulenti. Il 71% dei promotori italiani ritiene che la classica allocation 60/40 non sia più il modo migliore per ottenere rendimenti e per gestire il rischio, un salto rispetto al 53% registrato nel 2013. 

 

 

La Rivista

Settembre 2026

Dare credito al futuro dell'energia

Le banche e la transizione green di consumatori, imprese e produttori di energia

Tutti gli altri numeri