Dentro il fondo, un cuore FinTech

Il fondo SGT CrescItalia Invoice Fund, istituito lo scorso 16 luglio, si avvale di una piattaforma FinTech sviluppata ad hoc. Ne abbiamo parlato con Claudio Nardone, A.D. di Sagitta Sgr, società di gestione del risparmio appartenente al gruppo pan-europeo Arrow Global.

Sagitta Sgr piattaforma fintech

Domanda. Dottor Nardone, la piattaforma utilizzata dal fondo è stata sviluppata da CrescItalia e partecipata da Sagitta Sgr. A che esigenza risponde questa piattaforma? E perché non vi siete avvalsi di una delle altre soluzioni FinTech presenti sul mercato?

Risposta. Una Sgr deve utilizzare strumenti non solo compliant con la normativa e con le disposizioni di Vigilanza, ma che possa anche diventare patrimonio dell’azienda, fare proprie le tecnologie e non solo utilizzarle nel breve termine. I marketplace attualmente presenti sul mercato sono sostanzialmente piattaforme tecnologiche che fanno solo una parte delle attività di cui abbiamo necessità per il funzionamento del fondo. Hanno sviluppato la parte di front end, l’approccio al cliente, l’analisi della fattura e la messa in relazione e comunicazione tra l’investitore e la fattura. È una sorta di gate con cui un investitore, non necessariamente istituzionale, può acquistare una fattura vagliata da un terzo, secondo i criteri del terzo. E questo per noi non è sufficiente.

D. Quanto è più ricca di funzionalità, la piattaforma sviluppata, rispetto a un marketplace?
R. Gestire un fondo di investimento è qualcosa di molto diverso e più complesso dall’investire su una o più fatture singole. Una Sgr deve fornire una tutela e una gestione che risponda a più ampi requisiti di professionalità, in qualche modo “istituzionali”. E per poterlo fare, deve implementare un processo di investimento: questa parte non è presente in nessuna delle piattaforme FinTech attualmente operanti sul mercato. Non ci occorre “solo” un software di front end e di valutazione della fattura, ma uno strumento di investimento che sia idoneo a gestire tutte le fasi del processo, dal front end al middle office fino al back office. In tutte le sue fasi: dall’AML, fatto secondo i processi della Sgr, all’invio delle PEC, passando per le procedure di tesoreria, cash management, riconciliazione degli incassi e asset allocation. La nostra piattaforma comprende 6 moduli studiati e sviluppati per soddisfare le esigenze interne della SGR e quelle degli interlocutori che a vario titolo interagiscono con il Fondo: proporzionalmente, potremmo dire che le soluzioni di mercato invece arrivano a coprirne 1,5.

D. Uno dei punti di forza è il fatto che, sviluppando ad hoc, avete tenuto presente tutte le attività dei soggetti a vario titolo coinvolti nel processo di investimento del fondo.
R. Come detto, abbiamo costruito la piattaforma raccogliendo e incorporando le esigenze di tutti gli interlocutori che intervengono nella gestione del fondo. Ognuno di loro ci trova quello che gli occorre in tempi rapidi. Il fund manager, per esempio, accede alle informazioni sul grado di rischio, l’asset allocation attuale e prospettica. Il risk manager, a sua volta, può trovare una serie di utilità per supportare il proprio lavoro, idem per la Banca Depositaria e per gli investitori. E così via.

D. Avete tenuto conto anche delle esigenze di terzi esterni a Sagitta Sgr e CrescItalia, cioè degli stakeholder che interagiscono con il fondo.
R. Forniamo ai nostri interlocutori quello che definiamo “total look through”, cioè il pieno accesso a tutte le informazioni che occorrono per gestire le attività del fondo. E infatti anche per questa caratteristica abbiamo ottenuto la validazione da parte di BNP Paribas come banca depositaria: per legge, ogni transazione deve essere verificata dalla banca depositaria, in termini sia monetari che di compliance con il regolamento del fondo e trattando molteplici transazioni di piccoli importi tale lavoro diventa particolarmente gravoso se non fatto con uno strumento come la nostra piattaforma.

D. Come avete lavorato su alcuni megatrend dell’IT? Penso, ad esempio, all’intelligenza artificiale e ai big data…
R. La piattaforma è stata sviluppata negli ultimi mesi e incorpora nativamente molti elementi di automatismo oggi disponibile, comprese le fonti esterne di rating in real time e lo scoring interno sostanzialmente in tempo reale. L’intelligenza, però, resta umana e non artificiale: abbiamo automatizzato le parti meno brain intensive. Quando si acquista una fattura, si valuta la bontà di un credito: questo credito nasce da una prestazione che deve essere valutata che sia stata integralmente eseguita o meno, eventualmente con alcuni difetti, se ci sono contestazioni e così via. In altri termini, devo entrare nel merito di ogni fattura e di ogni contratto. Applicheremo l’intelligenza artificiale, sì, ma in altri ambiti ristretti, per quanto riguarda il fondo. Con altre società stiamo sperimentando l’AI sulla lettura dei bilanci ma a livello pratico il livello di errori è ancora elevato e richiede dunque un intervento umano.

D. Dal punto di vista più tecnologico, avete sviluppato tutto internamente o avete assemblato moduli di mercato?
R. Nelle prime fasi abbiamo assemblato alcune delle migliori soluzioni di mercato. CrescItalia ha sviluppato competenze specifiche nella gestione di moduli OpenSource. Nella versione definitiva della piattaforma, i moduli di terzi sono ben pochi, in ambito AML e KYC: le soluzioni per il riconoscimento video del cliente, per fare un esempio, sono assolutamente standard. Il cuore del processo di investimento di una Sgr, invece, è un percorso assolutamente unico e quindi le soluzioni sono state costruite su misura, non è stato possibile accettare la rigidità di una tecnologia standard quando si è tenuti al pieno rispetto di un processo autorizzato dalla Banca d’Italia. Gli algoritmi sono interamente proprietari, così come le componenti, il flusso e le funzionalità, costruiti come detto prima sulle indicazioni degli stakeholder.

 

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