
Un cambiamento sismico
E in un evento mondiale che nasce dal settore della telefonia non poteva mancare un confronto tra quanto avvenuto tra le telco e quello che potrebbe accadere nel banking. Lo spunto è interessante: perché in effetti in entrambi i casi si incrociano un’apertura del mercato, dovuta a una nuova normativa, e l’impatto di una serie di novità su aspettative e comportamento del cliente. Con l’open banking, ha sottolineato Eimar Creaven di Mastercard, le banche devono avvicinarsi al cliente, per sapere che cosa fare. Un “cambiamento sismico”, così l’ha definito, in cui il cambiamento di mentalità sembra l’elemento più strategico.
Le analogie con le telco
Molti altri spunti vengono da una sessione il cui titolo è tutto un programma: “disrupting financial services”. Ed è qui che il confronto con le telco è stato più esplicito. Secondo Victoria Hernandez, a capo dell’Investment Committee del programma di investimento Rising Tide Europe, il primo salto evolutivo è passare dall’idea di utente a quello di cliente. Con tutto quello che ne consegue in termini di trasparenza, idea di servizio, assistenza e valorizzazione del brand.
Redditività e pricing
Un secondo aspetto su cui concentrarsi è quello della redditività. Così come Whatsapp ha reso gratuito l’SMS, la banca dovrà chiedersi come ottenere dei ricavi nei canali digitali, dove il cliente si è ormai abituato a un pricing diverso. Continuando il confronto con il settore Telco, è il caso di chiedersi se anche nel banking vedremo il passaggio da tariffe al consumo a un modello flat. Un abbonamento, o un canone che dir si voglia, per accedere a un pacchetto di servizi. E possiamo immaginare quanto sarà differenziante la capacità di creare economie di scala per competere, anche di una manciata di euro, su quella tariffa.
Niente filiale, poco campo: quali servizi?
Sempre Victoria Hernandez ha sottolineato un’analogia tra banche e telco davvero imprevisto: entrambi i settori devono preoccuparsi della copertura del territorio. E la chiusura di decine di migliaia di filiali bancarie in tutta Europa porta a chiedersi se le aree geografiche che si troveranno meno servite dagli sportelli bancari non siano anche quelle in cui il digital divide è più forte e la connessione a internet più lenta. In queste aree potrebbe prendere forma un modello di business nuovo, basato su filiali virtuali o spazi self service in cui più aziende, anche concorrenti, offrono i loro servizi da remoto.
Ampi spazi di miglioramento per le banche
Stiamo parlando, ovviamente, di ipotesi e di previsioni. Resta da verificare che cosa accadrà realmente e, soprattutto, in quali tempi. Secondo Cosimo Donati di Leva, ad esempio, il FinTech è in forte crescita perché il settore finanziario ha un valore enorme e per molti anni non ha sentito il bisogno di innovarsi. C’è molto spazio per l’innovazione, soprattutto per creare efficienza nei processi della banca. Ma le neobanks oggi non sembrano avere la forza per minacciare realmente i player consolidati: è una sfida che si combatterà nei prossimi anni.