Le materie prime crollano in borsa. La ricerca MPS

Materie primeCon i prezzi dell’energia e del comparto agricolo in collasso, gli indici internazionali sulle materie prime hanno mostrato una generale tendenza negativa a partire dallo scorso mese di ottobre, secondo i dati del Servizio Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha elaborato la prima rassegna periodica sulle materie prime del 2015.

Carni positive. Scende il comparto agricolo

Nella generale tendenza negativa, emergono notevoli differenze a livello settoriale: positivo solo l’andamento delle carni (indice SPGCLVP +10% nel 2014), mentre è ancora caratterizzato dal segno meno il comparto agricolo, soprattutto per effetto della debolezza dei prezzi del mais dopo il forte calo registrato nel 2013 (indice SPGSAG -4,94%).

Metalli preziosi e industriali in calo

Per quanto riguarda i metalli, l’andamento negativo del 2014 coinvolge sia i preziosi (indice SPGSPM -5,3%), sia gli industriali (indice SPGCINP -6,5%).

Caduta più pesante per il settore energetico

Ma il settore che ha maggiormente contribuito al ribasso generale è stato quello dell’energia, con l’indice SPGENP in calo del 63% rispetto ai massimi dello scorso mese di luglio; anche l’indice messo a punto dal Servizio Research di Banca Monte dei paschi di Siena per i prezzi del gas naturale a livello mondiale (MPS-WGI) ha mostrato un declino del 15% durante l’ultimo mese.

Il “flop” petrolifero

Il ribasso dei prezzi energetici è stato comunque guidato dal petrolio, in caduta libera dallo scorso mese di ottobre. Tre i fattori che hanno causato questa discesa: l’aumento del surplus mondiale, ai massimi da inizio 2009 (poco meno di 2 milioni di barili al giorno), il forte aumento nella produzione negli USA durante gli ultimi anni e la crescita dell’economia cinese molto più moderata che in passato.

Le materie prime in Italia...

Per quanto riguarda l’andamento delle materie prime in Italia, i trend vengono illustrati rappresentando la famiglia degli “indici proprietari” MPS. Per quanto riguarda il comparto lattiero-caseario, l’indice MPS-PG sul parmigiano e grana padano mostra un comparto ancora in sofferenza che ha fatto registrare una flessione dei prezzi del 13% dopo quella già osservata nel 2013. Anche l’andamento dei metalli non ferrosi, descritto dall’indice MPS-NFM è stato complessivamente negativo: dopo avere fatto registrare un effimero recupero tra marzo e agosto, ha ripreso a scendere tornando ai minimi dell’anno a partire da settembre. In particolare il prezzo del rame si è dimostrato molto più debole del previsto trascinando al ribasso tutto il settore, ma anche l’alluminio non è stato in grado di sostenere il temporaneo aumento delle quotazioni che si era visto nel periodo primavera-estate.

... positivo solo l’andamento dei cereali

L’unico comparto che ha dato prova di forza durante gli ultimi mesi è stato quello dei cereali: l’indice MPS-CER è aumentato di circa il 15% dopo l’estate riportandosi intorno ai massimi dell’anno soprattutto per effetto della notevole crescita dei prezzi del grano duro. Per queste ragioni, ci potrebbero essere ripercussioni nel mesi a venire per i nostri produttori di pasta e di semola di grano duro, malgrado la stagnazione dei consumi.

Image courtesy of africa at FreeDigitalPhotos.net  

 

 

La Rivista

Settembre 2026

Dare credito al futuro dell'energia

Le banche e la transizione green di consumatori, imprese e produttori di energia

Tutti gli altri numeri