Un intervento di ricapitalizzazione di 2,5 miliardi da realizzarsi nel corso del 2014. E' la soluzione a cui si è giunti dopo il braccio di ferro tra il Tesoro e la Concorrenza Ue, che prevede il rimborso di una parte di quei 4 miliardi di Monti Bond emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena e sottoscritti dal MEF in anticipo rispetto a quanto previsto dal piano di ristrutturazione della banca.
Coordinato dal MEF e da Bankitalia, il piano di ristrutturazione della banca senese è in corso di finalizzazione e prevede ulteriori azioni di contenimento dei costi, in aggiunta a quelle già in corso, riducendo, gradualmente, l’esposizione del portafoglio ai titoli governativi.
Per evitare che la banca venga nazionalizzata, il Monte dei Paschi dovrà trovare dei nuovi azionisti che siano in grado di attendere il lento ritorno alla redditività. Leggi e statuti, inoltre, impediscono che si possa fare affidamento sulla Cdp e sul Fondo Strategico italiano. E l’attuale azionista di riferimento, la Fondazione Mps, dalla prossima settimana sotto la guida del nuovo presidente Antonella Mansi, dovrà pensare ad azzerare il suo debito e a vendere alle migliori condizioni parte della quota in banca MPS.