MPS: ecco il Capital Plan. “Generica” l’offerta cinese

Non caratterizzata da sufficienti elementi di chiarezza che ne consentano la valutazione da parte del CdA e priva delle informazioni basilari e indispensabili per esprimere qualunque giudizio. Così Banca dei Monte dei Paschi conferma l’esistenza di una comunicazione da parte della NIT Holding Limited, subito dopo l’annuncio dell’approvazione di un Capital Plan per coprire il deficit di capitale evidenziato dalla BCE.

Documento generico e da rivolgere agli azionisti (con OPA)

A proposito dell’offerta della NIT, società di Hong Kong, si conferma la cifra, già comparsa sulla stampa, di 10 miliardi di euro, definita però “una imprecisata disponibilità di mezzi finanziari … da destinare all’acquisizione di una partecipazione di controllo nel capitale sociale della Banca”. Il documento viene poi giudicato come ricco di informazioni generiche e apparentemente rivolta agli azionisti, in quanto l’offerta prevede l’acquisizione di una partecipazione di controllo in Banca Monte dei Paschi: cosa che, nel caso, richiederebbe il lancio di un’offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni della banca.

Aumento di 2,5 miliardi nel 2015

Intanto il Capital Plan per coprire il deficit di 2,1 miliardi: prevede di utilizzare esclusivamente forme di rafforzamento patrimoniale. In primis, un aumento di capitale in opzione fino a un massimo di 2,5 miliardi, già assistito da un accordo di pre-garanzia e da sottoporre all’assemblea straordinaria. Questo per dotare la banca di colmare in modo adeguato gli impatti negativi dello scenario avverso dello Stress Test e per rimborsare per intero gli 1,07 miliardi di euro degli NSF in anticipo rispetto alla scadenza del 2017.

Al via nel 2015. Con un accordo di pre-garanzia

L’Aumento di Capitale, da eseguirsi nel 2015 dopo l’approvazione del Bilancio, sarà assistito da un accordo di pre-garanzia sottoscritto “con primarie istituzioni finanziarie e avente ad oggetto - a termini e condizioni in linea con la prassi di mercato - l'impegno a sottoscrivere le azioni ordinarie di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate a conclusione dell'offerta fino ad un massimo pari all'ammontare di 2,5 miliardi di euro”. UBS agirà in qualità di Global Coordinator e Joint Bookrunner, Citi, Goldman Sachs, e Mediobanca agiranno in qualità di Co-Global Coordinators e Joint Bookrunners e Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, Deutsche Bank e Société Générale agiranno in qualità di Joint Bookrunners.

Cessioni per 220 milioni. Richiesta di mitigazione del deficit per altri 390

Seguono poi azioni non diluitive per gli azionisti stimate in 220 milioni di euro: cessioni di partecipazioni non core e attivi del portafoglio proprietario ad alto assorbimento patrimoniale, senza impatti significativi sulla redditività prospettica della Banca. Approvata, poi, una richiesta di mitigazione del deficit “per un ammontare pari alla differenza positiva tra gli utili operativi stimati per l’anno 2014 (expected pre-provision profit) e i medesimi valori stimati nello scenario avverso, che hanno contribuito negativamente alla determinazione del suddetto deficit patrimoniale, stimata dalla Banca pari a circa 390 milioni di euro”. La computabilità dell’operazione andrà comunque valutata “interamente a discrezione della Autorità”.

Confermato il Piano di Ristrutturazione

Confermate le azioni manageriali già programmate: miglioramento della produttività commerciale e ritorno alla profittabilità migliorando l’asset quality, anche tramite l’ulteriore de-risking del bilancio e la gestione proattiva dei crediti in sofferenza.

 

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