Monte dei Paschi: ecco il piano di ristrutturazione

Riduzione del numero dei dipendenti e delle filiali, tagli alle spese amministrative, revisione delle strategie private e di banca diretta e, soprattutto, un importante aumento di capitale da completarsi nel prossimo futuro. Ecco come Banca Monte dei Paschi di Siena conta di tornare all'utile.

900 MILIONI DI UTILE NETTO NEL 2017 - Le linee guida del Piano di Ristrutturazione 2013-2017, concordate con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con la Commissione Europea (l’approvazione dovrebbe arrivare entro il 14 novembre, lo stesso giorno in cui è prevista la trimestrale), riprendono quelle del già vecchio Piano Industriale 2012-2015. L’obiettivo è di arrivare entro il 2017 a un utile netto intorno ai 900 milioni di euro e a un ROTE di circa il 9%, ma le misure previste sono certamente più dure di quelle del precedente P.I.

8.000 ESUBERI - Prima nota dolente: la riduzione del numero dei dipendenti. Nel P.I. si parlava di circa 4.640 esuberi: oggi se ne contano circa 8.000, di cui 2.700 già conseguiti al 30 giugno del 2013. Il futuro degli altri 5.300 dipendenti passerà da operazioni di cessione delle attività non strategiche o di esternalizzazioni, oppure il ricorso al Fondo di solidarietà, nell’ambito del confronto con le organizzazioni sindacali.

FILIALI, RINEGOZIAZIONE CONTRATTI, RAZIONALIZZAZIONE IT - E poi un ulteriore taglio di 150 filiali, oltre ai 400 sportelli già chiusi a settembre 2013, per un totale di 550. E spese amministrative dovrebbero ridursi di 440 milioni di euro entro il 2017: una diminuzione di 140 milioni sarebbe già ottenibile entro la fine dell’anno in corso. Per gli altri 300 milioni il Piano prevede la ristrutturazione dell’operazione Chianti Classico, la rinegoziazione dei contratti di fornitura, la razionalizzazione dell’architettura IT, la cessione delle attività non strategiche (riduzione portafoglio di credito al consumo e leasing, graduale run-off dalle attività con valore aggiunto negativo), oltre alla messa a regime delle azioni in corso di realizzazione. Entro il 2017 si dovrebbe così arrivare a un calo dei costi operativi del 4,8%, a una crescita dei ricavi pari allo 0,8%, a un rapporto cost/income intorno al 50% e a un costo del credito pari a 90 punti base. Con un utile netto intorno ai 900 milioni di euro, come detto.

PRIVATE, BANCA ONLINE, BANCASSURANCE - Per raggiungere l’obiettivo non si prevedono solo tagli. Sono già in corso le iniziative per il recupero della redditività: il Piano sottolinea un gap di produttività nel livello commissionale di Banca MPS (commissioni nette/volumi intermediati allo 0,55%) rispetto alla media delle banche italiane (0,64%). In vista un rilancio dei private banking sul segmento HNWI, un rafforzamento delle attività di bancassurance e il lancio dell’annunciato progetto di banca on line Widiba. Sul fronte delle attività finanziarie, previsto un taglio del portafoglio di titoli di stato italiani da 23 miliardi a 17 miliardi euro entro il 2017.

L’AUMENTO DA 2,5 MILIARDI - Tra i nodi del Piano c’è sicuramente l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro per rimborsare i nuovi Strumenti Finanziari. L’aumento di capitale verrà effettuato entro dicembre 2014: nel corso dello stesso anno avverrà anche il rimborso di 3 miliardi di euro di Nuovi Strumenti Finanziari, cioè oltre il 70% del totale. Il rimborso dell’ammontare residuo avverrà entro il 2017. Nel caso in cui le condizioni di mercato non permettessero il completamento dell’aumento di capitale, il Piano di Ristrutturazione prevede la conversione dei Nuovi Strumenti Finanziari in nuove azioni della banca.

 

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