Mercato dell’arte. Tra alti e bassi trionfano le aste da record

mps arteHa perso il 18,4% il mercato della pittura, come testimonia il raffronto dell’andamento dell’MPS Global Painting Index nel primo semestre di quest’anno rispetto al 2012. Lontano il picco del 2008 e a soffrirne, in particolare, sono l’MPS Art Pre War Index (-35,3% sul 2012) e l’MPS Art Post War Index (-4,6% sul 2012), in ribasso nonostante i record mondiali di questo semestre.

Fatturato della pittura: la scalata di Londra

Gli Stati Uniti rimangono la piazza di riferimento per la pittura, pur registrando una lieve contrazione (dal 47,3% del primo semestre 2012 al 37,7% di questa metà dell’anno). Intanto, Londra inizia ad assumere una posizione sempre più importante a livello continentale, tanto da raccogliere il 47,2% del fatturato di mercato. In continua crescita anche l’Asia: la quota di fatturato asiatica è in continua crescita rispetto agli anni precedenti, segno della maggiore attenzione verso questa piazza, soprattutto per l’importanza dell’arte cinese. La zona Euro, invece, conferma il suo ruolo “periferico”, sempre più marginale nel contesto internazionale (2,4% del fatturato di mercato).

Stupore dal segmento Old Master

L’MPS Art Old Master e XIX sec. Index ha registrato nel primo semestre dell’anno un aumento del 31,9% rispetto allo stesso periodo del 2012 grazie, in particolare, alla performance dell’asta newyorkese di dipinti antichi organizzata da Sotheby’s a gennaio che ha totalizzato 58 milioni di dollari.

Impressionismo e arte moderna in ribasso

Andamento al ribasso, invece, per l’MPS Art Pre War Index: -35,3%. Gli unici valori di fatturato notevoli hanno riguardato gli artisti di grande fama, come Picasso e Modigliani, le cui opere hanno raggiunto in pochi anni un trend invidiabile (incremento compreso tra il 400% e il 550%).

Si diffonde il fascino dell’arte contemporanea

Il comparto più colpito dalla crisi, tuttavia, è quello rappresentato dall’MPS Art Post War Index (-4,6% rispetto al primo semestre 2012), anche se il clima di sfiducia viene interrotto dal record mondiale ottenuto da Christie’s nell’asta di arte contemporanea di maggio, con un totale di quasi 500 milioni di dollari. Il risultato più alto mai raggiunto nella storia delle aste, con opere appartenenti a Pollock, Lichtenstein, Basquiat, Rothko, Guston e Gerhard Richter, che è diventato l'artista vivente più quotato al mondo con il capolavoro “Abstraktes Bild”.

Arti minori in costante evoluzione

Buone le prospettive di crescita per le arti minori: l’MPS Global Arti Minori Index ha registrato un +4,2% rispetto al primo semestre 2012. Negli ultimi 7 anni i rendimenti sono balzati al +116,4% sul 2006: tra le performance più significative quella delle antichità (+154,1% rispetto al 2006), seguita dai gioielli (+140%). I risultati di vini pregiati, scultura&arredi e fotografia invece, seppur positivi, sono inferiori all’indice globale delle arti minori (rispettivamente: +93,3%, +68,3% e +10,5% sul 2006).

L’arte nelle borse finanziarie

L’analisi della performance dell’MPS Art Market Value Index degli ultimi tre anni (periodo giugno 2010 – giugno 2013) mostra un rendimento complessivo positivo (+71,3%) e superiore agli altri indici considerati: il MPS Jewels Market Value Index (+66,3%), S&P 500 (+50%) e FTSE Mib (-14,9%). L’arte e i gioielli confermano la loro natura di beni rifugio con rendimenti tra i più remunerativi all’interno della “luxury industry”.  

 

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