
Un modello standard per la condivisione
Presentata in occasione del Mastercard Innovation Forum 2019, la suite si chiama Open Banking Solutions. È stata lanciata inizialmente in Polonia e UK (dove, secondo recenti dati OBIE, aumenta mensilmente del 30% l'utilizzo dei servizi di open banking) e comprende 4 pacchetti di servizi. Il primo, Open Banking Connect, pensato proprio per supportare la condivisione di API tra istituzioni finanziarie e terze parti. Come emerge da uno studio firmato Mastercard e Ovum, del resto, la priorità per gli attori dell’open banking deve essere un sistema standardizzato, dove è garantito accesso continuo e velocità operativa, a supporto della coopetition banche-FinTech.
La sicurezza del dato al centro
Seconda priorità: la sicurezza. Va bene infatti condividere informazioni ma occorre tutelarsi contro le attività fraudolente. Tra i freni che ancora minacciano la logica “open” c’è infatti la preoccupazione circa la sicurezza delle informazioni sensibili dei clienti e il problema della fiducia. La soluzione Mastercard Open Banking Protect è infatti pensata proprio per una verifica in tempo reale dello stato di registrazione di terze parti e altri provider, con un sistema di monitoraggio e alert ad hoc.
Gestire le controversie
Se un incedente di sicurezza avviene, bisogna però essere pronti per intervenire. E cioè saper gestire in modo adeguato e per tempo eventuali richieste e controversie. In particolare in caso di problemi strettamente finanziari ai danni dell'utente finale, come la violazione degli SLA (service-level agreement). Ecco perché Mastercard ha messo a punto il servizio Open Banking Resolve: una soluzione per la segnalazione e la risoluzione delle controversie in modo centralizzato.