Il gruppo piemontese Sigit ha acquisito la storica azienda Speedline, specializzata nella produzione di cerchi in lega di alta gamma. L'operazione, conclusasi con una gara internazionale, segna un importante passo per il rilancio industriale del sito veneto, precedentemente in amministrazione straordinaria.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito Speedline "un simbolo del Made in Italy che sembrava perduto", evidenziando come l'operazione restituisca una prospettiva industriale concreta al marchio, salvaguardando competenze, occupazione e capacità produttiva. Il Ministro ha inoltre sottolineato l'impegno del governo nella difesa degli asset strategici nazionali.
L'acquisizione si basa su un piano industriale sviluppato dal management della società e dei suoi advisor, in base a una visione di rilancio industriale e valorizzazione strategica di Speedline e l’obiettivo di riportare il marchio al centro del settore automotive ad alte prestazioni a livello internazionale.
L'azienda piemontese conta circa 1.600 dipendenti e un fatturato consolidato di circa 200 milioni di euro. Ha avviato un percorso di sviluppo, integrazione e consolidamento industriale in collaborazione con il proprio azionista OIA – Oman Investment Authority, fondo sovrano del Sultanato dell’Oman.
Sigit S.p.A. è stata assistita dallo studio legale internazionale Gianni & Origoni per gli aspetti legali dell’operazione, con un team guidato dai partner Luca Jeantet e Gabriella Covino, e dal senior associate Davide Rondinelli. Gli aspetti finanziari sono stati curati da Banca Finint con Jacopo Dall’Armellina (Head of Corporate) supportato dal team di Corporate Finance guidato da Andrea Chiappa e composto da Simone Fortis e Daniele Piras. Per quanto riguarda i profili labour la società è stata assistita da Giuseppe Goffi dello Studio Goffi Commercialisti Associati.
L'aggiudicazione apre ora una fase cruciale di confronto sindacale. L'obiettivo è definire un accordo che garantisca il regolare assorbimento dell'organico di Speedline, composto da circa 230 addetti, e assicuri la continuità produttiva e occupazionale del sito di Santa Maria di Sala. Le organizzazioni sindacali hanno espresso la necessità di un piano industriale che metta al primo posto la salvaguardia occupazionale e il mantenimento del presidio industriale.