La Corte di Appello di Catanzaro, con la sentenza n. 1319/2015, pubblicata il 31.12.2015, in parziale accoglimento del gravame interposto da Sandro Daniele, nei confronti della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., avverso la pronunzia del Tribunale di Cosenza resa il 23 ottobre 2009, ha condannato la datrice di lavoro a corrispondere al dipendente la somma di Euro 2.777,40 a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale conseguente all'infortunio sul lavoro verificatosi il 9.2.1998, oltre accessori, come per legge, confermando la sentenza di primo grado relativamente alle statuizioni di rigetto concernenti la richiesta di risarcimento del danno biologico permanente. Pertanto, il danno biologico da inabilità temporanea, secondo il valore unitario del danno non patrimoniale connesso alla lesione della salute, indicato dalle tabelle del Tribunale di Milano, ricomprendendo in esso le componenti del danno biologico ,e di quello morale è quantificabile nella somma di Euro 2.777,40. Per la cassazione della sentenza Sandro Daniele ha proposto ricorso affidato ad un motivo. La Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. ha resistito con controricorso ed ha comunicato memorie ai sensi dell'art. 378 del codice di rito.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 4.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.
Professionisti coinvolti nell'operazione: Giammaria Francesco - Pessi e Associati; Iaconetti Antonio - Iaconetti Antonio Studio Legale; Palumbo Ferdinando - Palumbo Ferdinando Studio Legale; Pessi Roberto - Pessi e Associati;
Studi Legali: Iaconetti Antonio Studio Legale; Palumbo Ferdinando Studio Legale; Pessi e Associati;
Clienti: Banca Nazionale del Lavoro; Sandro Daniele;