Migliorano i conti del leasing italiano. Rispetto ai 22,9 miliardi di euro di NPE del 2017, le sofferenze scendono a quota 19,3 miliardi. Resta alta però la quota dei crediti deteriorati del leasing immobiliare.

Più bad loan, meno UTP
Sono i dati del report “The Italian Leasing market. Navigating the Italian NPE leasing opportunity” firmato EY. Tra le NPE spiccano i 12,9 miliardi costituiti dai cosiddetti “bad loan” (erano 15,1 miliardi nel 2017), mentre restano più contenute le UTP: 6,1 miliardi nel 2018 (7,3 miliardi l’anno precedente). Su un total leasing exposures da 84,1 miliardi, di cui 64,8 miliardi rappresentati da performing loans.
L’81% delle NPE appartiene al real estate
Non migliora invece il comparto del leasing immobiliare: l’81% dei crediti deteriorarti complessivi del settore è rappresentato dal real estate, con un tasso di copertura medio per le sofferenze immobiliari del 51%. Il 10% delle NPE riguardano invece il comparto equipment (attrezzature industriali, strumentazioni e materiali), il 4% il settore energy, il 3% l’automotive e i veicoli industriali o commerciali, il 2% il leasing aeronautico e ferroviario.
Migliora l’attività di ripossessamento del bene…
Vanno meglio però le performance delle attività legate al ripossessamento del bene in leasing. I dati del 2015-2017 mostrano che il numero di beni recuperati è passato dai 1.167 del 2015 ai 1.522 del 2017, con un Cagr del 14,2%. La rivendita diretta a terze parti è stata la soluzione adottata nel 63,7% dei casi, seguita dalla vendita a fondi immobiliari (19,5% dei casi nel 2017).