Il viaggio di SIA verso l’IT open source continua. Prosegue infatti la migrazione, iniziata nel 2013, di una infrastruttura dedicata all'erogazione di database da una tecnologia proprietaria e sistemi Intel x86, appoggiandosi alla soluzione Red Hat Enterprise Virtualization e puntando a una ottimizzazione gestionale e operativa.
L’IT deve essere più agile
La scelta conferma il graduale passaggio verso l'open source, che ha già visto l'adozione del sistema operativo e della soluzione di virtualizzazione di Red Hat per supportare alcuni sistemi mission critical. «Oggi l’Information Technology deve saper reagire in maniera più rapida ed efficiente ai continui cambiamenti che il mercato impone – commenta Fabio Grignani, Senior Vice President di SIA. È quindi necessario cercare e adottare nuove metodologie per lo sviluppo e il rilascio delle applicazioni. In questo momento è il cosiddetto “DevOps” il modello di riferimento a cui ci stiamo avvicinando, che prevede la stretta collaborazione tra developer e addetti alle operations dell'IT. Un altro aspetto fondamentale riguarda l’utilizzo e l’integrazione di sistemi open source per la realizzazione di soluzioni innovative e time-to-market».
Elaborazioni quasi 3 volte più rapide
«Gli obiettivi principali del progetto di migrazione – prosegue Grignani – erano sostanzialmente la semplificazione operativa, una minore dipendenza da applicazioni proprietarie e benefici economici, pur mantenendo elevati livelli di performance, affidabilità e sicurezza. La scelta di Red Hat come partner tecnologico nasce dalle recenti esperienze di successo che ci hanno spinto ad adottare la virtualizzazione, favorendo l’evoluzione dell’infrastruttura IT di SIA». Tra i risultati ottenuti in termini di prestazioni, anche la riduzione dei tempi di elaborazione delle transazioni (di circa il 270%) rispetto alle precedenti misurazioni effettuate sui sistemi fisici.
Attenzione a cloud e analytics
In valutazione anche la possibilità di realizzare un’infrastruttura cloud, con la piattaforma Red Hat CloudForms. «Le iniziative SIA per il futuro sono molteplici – conferma Grignani – e spaziano dalla creazione di una “infrastructure as a service” aziendale, un cloud privato, alla definizione di una soluzione “platform as a service” dedicato agli ambienti di sviluppo ed erogazione. E stiamo esplorando anche i trend più significativi, come ad esempio big data & analytics. L’interesse sul cloud è molto forte: non si tratta più di una tendenza, ma di una realtà imprescindibile per qualunque azienda che offra o utilizzi servizi IT. L’obiettivo è di rendere più veloce ed efficiente il provisioning dell’hardware e di estendere l’evoluzione del cloud anche a livello applicativo per sfruttarne appieno le potenzialità. La sfida che affronteremo sarà quella di progettare soluzioni software che utilizzino standard liberi e che nel contempo diano ampie garanzie di scalabilità e di affidabilità».