Kaspersky: 2015 anno di trojan mobile e ransomware

Boom dei malware finanziari, con l’interessante exploit di quelli nati appositamente per colpire i dispositivi mobili, e diffusione del ransomware. Sono due trend che caratterizzano il 2015 dal punto di vista della sicurezza informatica, secondo Kaspersky Lab.

Come funziona Marcher

Nella top 10 dei malware finanziari sono entrate per la prima volta due “famiglie” di trojan bancari sviluppati appositamente per smartphone e tablet. La prima è Marcher, che intercetta dai dispositivi Android i dati relativi alle transazioni di pagamento, monitorando le attività di due tipologie di applicazioni: la app di mobile banking e Google Play, in cui mostra una falsa finestra per l’inserimento dei dati di login o relativi alla carta di credito. Inutile precisare che i dati vanno direttamente ai truffatori. 

Come funziona Faketoken

La seconda è Faketoken e, come il nome lascia intuire, agisce insieme ai più trojan per PC: l’utente “infettato” sul personal computer riceve la richiesta di scaricare una applicazione sul proprio smartphone, che in realtà nasconde un trojan per intercettare il codice di intercettazione usa e getta inviato dalla banca.

Il malware Dyreza nel 40% degli attacchi

Ma anche il malware bancario tradizionale se la passa piuttosto bene. Nel 2015 i soli Kaspersky Lab hanno bloccato quasi 2 milioni di tentativi di installazione di malware per rubare denaro dalle piattaforme di online banking, con una crescita del 2,8% rispetto al 2014. Il “re” dei malware, ZeuS, ha lasciato il posto alla famiglia Dyre/Dyzap/Dyreza, protagonista di più del 40% degli attacchi trojan bancari del 2015 grazie a un sistema di infezione via web che aveva lo scopo di rubare informazioni e accedere ai sistemi di online banking.

Ai criminali piacciono Tor e bitcoin

Guardando all’interno del mondo della criminalità informatica, la tecnologia di anonimizzazione Tor si conferma molto utilizzata per nascondere i server di comando, mentre le transazioni di pagamento all’interno del mondo cybercriminale avvengono, come scontato, in bitcoin.

Il ransomware evolve

Il 2015 resterà probabilmente l’anno del ransomware (malware che limita o blocca l’accesso al dispositivo infetto, chiedendo alla vittima un riscatto, in inglese ransom, per la riattivazione), esploso su tutte le piattaforme: il 17% degli attacchi riguarda ora dispositivi Android. Gli esperti di Kaspersky Lab segnalano come molti criptatori stiano diventando a modulo multiplo: non solo il dispositivo viene reso infetto, ma dopo il riscatto si attiva una funzionalità per sottrarre i dati presenti nei computer colpiti.  

 

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