Virtualizzare il sistema operativo degli ATM, risolvendo il problema del costosissimo aggiornamento software e hardware dell’ATM. Ne parla KAL ATM Software in un recente white paper.
Quanto costa aggiornare gli ATM
Il documento, “No more ATM hardware upgrade with OS-Virtualization”, parte da alcune considerazioni di scenario. Nel 2014, il passaggio da Windows XP a Windows 7 su milioni di ATM in tutto il mondo è costato miliardi di dollari alle banche. Il fatto è che aggiornando il sistema operativo dell’ATM, è stato necessario anche aggiornare l’hardware.
Fine del supporto a Windows 7
Nel 2020 finirà il supporto a Windows 7 e, per rispettare i dovuti standard di sicurezza, si renderà necessario un nuovo aggiornamento, questa volta a Windows 10. Un sistema operativo che porta con sé anche un’evoluzione strategica, con il passaggio a pacchetti di aggiornamento massivi e triennali (LTSC, Long-Term Servicing Channel). In linea con l’evoluzione dell’industria IT, in cui si sono fatti strada concetti come il DevOps, il testing continuo delle applicazioni e, come insegnano le app, release sempre più frequenti. Ma con un impatto importante sull’aggiornamento di hardware e relativi driver.
ATM con sistema operativo virtualizzato
Il white paper, dopo avere esaminato una serie di alternative, tra cui l’adozione di Linux, suggerisce un passaggio alla virtualizzazione del sistema operativo. Appoggiandosi a un hypervisor, si può separare la scheda madre dell’hardware dal sistema operativo, in modo che i driver software non supportati in Windows 10 (cosa che aggrava i costi dell’aggiornamento) possono invece essere supportati dal software hypervisor. Questo dovrebbe eliminare una parte dell’investimento necessario, quella relativa all’aggiornamento hardware, garantendo comunque il rispetto a PCI. In questo ambito KAL ha condotto due test: uno con una banca americana, il secondo con un istituto della Repubblica Ceca.