
La strategia per il 2019 prevede una raccolta netta pari a un miliardo di euro e 100 nuovi ingressi tra le fila dei consulenti.
Dario di Muro schiera in campo la sua squadra e spinge sull’attacco. Perché quando il mercato cambia chi sceglie la difesa è destinato a restare ai margini della partita. È questa in estrema sintesi la strategia per il 2019 di IWBank Private Investments illustrata dal direttore generale ai 700 consulenti finanziari e ai 300 dipendenti riuniti per la Convention nazionale che si è tenuta il 31 gennaio e il 1 febbraio 2019 presso il palazzo del Ghiaccio di Milano.
Obiettivo: 1 miliardo di raccolta
Affiancato dal Consigliere Delegato di UBI Banca Victor Massiah, presente alla Convention Now! con Frederik Geertman, Vice Direttore Generale e Chief Commercial Officer della Capogruppo UBI Banca, Di Muro, alla guida IWBank Private Investments dal mese di ottobre, ha ufficialmente dato il via alla nuova fase di sviluppo che punta all’obiettivo di una raccolta netta pari a 1 miliardo di euro, attraverso una significativa crescita del perimetro della consulenza finanziaria sia per linee interne che esterne.
In particolare, la crescita organica attesa dalla rete dei consulenti finanziari e wealth bankers di IWBank sarà spinta non solo da investimenti in formazione ma anche dall’ulteriore evoluzione degli strumenti digitali a disposizione dei professionisti abilitati all’offerta fuori sede. A breve infatti la società conta di annunciare un nuovo tool per la consulenza avanzata.
100 nuovi ingressi in IW Bank nel 2019
Al tempo stesso, l’attività di recruiting sarà focalizzata su qualificati professionisti del mondo bancario o già attivi in altre reti, con l’obiettivo di rafforzare la rete con 100 nuovi ingressi entro la fine del 2019. Ma la raccolta e i nuovi reclutamenti rappresentano per Di Muro un obiettivo “entry level”. L’occasione infatti per ottenere risultati ben più importanti è rappresentata dall’applicazione concreta che avverrà nel corso dell’anno della Mifid II.
«La normativa costituisce uno spartiacque rispetto ad un passato in cui ciò che ha premiato molti operatori non potrà più funzionare. Mifid II obbliga infatti sia a una totale trasparenza in termini di costi e di confrontabilità dell’offerta sia a una netta riduzione del conflitto di interesse tra consulente e cliente, con un inevitabile incremento della competizione. In questa nuova dimensione IWBank Private Investments è già approdata, forte del suo modello di business centrato sulla figura di consulenti liberi di operare senza dover sottostare a logiche di budget sui prodotti, né a politiche preferenziali sui livelli commissionali».
L’avvio di questa fase è idealmente accompagnata anche dal lancio del nuovo brand che prevede anche la presenza del logo Gruppo UBI Banca. «Siamo un player importante e per questo dobbiamo presentarci con il nostro nome, IWBank Private Investments, e il nostro cognome, Gruppo UBI Banca», ha sottolineato Di Muro. «Il nostro peculiare modello di business oggi fa leva sia sull’appartenenza ad una delle principali banche commerciali in Italia, in grado di garantire l’accesso a servizi evoluti di corporate advisory per i clienti imprenditori, sia su una delle offerte in architettura aperta più ampie del mercato, con oltre 4mila fondi comuni di 40 diverse case di gestione e polizze danni e vita di quattro compagnie assicurative» .
La banca, con 12,1 miliardi di euro di masse in gestione ad agosto 2018 di cui 9,5 miliardi in capo ai consulenti finanziari, conta circa 180mila clienti e un CET1 pari al 18,18% al 30 giugno dello scorso anno.