Zurich Bank e Objectway: dalla data-driven bank alla consulenza “augmented”

Zurich Bank e Objectway OWIN26
Nicola Pepè, Business Development Director di Objectway

Trasformare i dati in azione. È questo l’obiettivo del progetto presentato da Zurich Bank sul palco di OWIN26, l’evento di Objectway, e che si è concentrato sulla evoluzione della piattaforma di consulenza in modo da integrare dati, servizi e relazione in un unico ecosistema.

D’altronde Zurich Bank è nata già data-driven, con una forte impronta tecnologica e una chiara visione: costruire una piattaforma dati omnicomprensiva, in grado di integrare tutte le fonti e le analitiche disponibili.

«Zurich Bank è una data-driven bank sin dalla sua origine – osserva Omar Campana, Chief Operating Officer di Zurich Bank – e la qualità e la certificazione delle informazioni rappresentano elementi fondanti del nostro modello operativo. Questa scelta ci ha permesso di lanciare nuovi prodotti e servizi già pronti per attivare LLM dedicati e affidabili».

GenAI tra efficienza e governance

Nel medio periodo, la GenAI è destinata a trovare applicazione trasversale nelle attività operative, con l’obiettivo di aumentare velocità ed efficienza dei processi.

«L’aspettativa è che la GenAI trovi rapidamente applicazione nelle attività più operative – prosegue Campana – ma è fondamentale costruire una governance solida, con un controllo continuo dei modelli. La potenziale componente allucinatoria impone attenzione non solo operativa ma anche reputazionale, oltre all’impatto sui costi di consumo».

Una piattaforma di consulenza integrata

Il progetto Zurich Bank si basa su una piattaforma che combina investimenti, previdenza e protezione, con l’obiettivo di offrire una visione completa del patrimonio del cliente.

«Abbiamo creato le basi per una gestione strutturata e integrata delle informazioni, garantendo elevati standard di qualità del dato – spiega Nicola Pepè, Business Development Director di Objectway – e abilitando un modello di consulenza evoluto, in grado di accompagnare il cliente con proposte personalizzate e coerenti con le sue esigenze, nei diversi ambiti patrimoniali e nelle varie fasi della vita».

Nel tempo, la piattaforma evolverà verso modelli sempre più proattivi. «L’obiettivo è arrivare a suggerire le next best action – aggiunge Pepè – ma il ruolo dell’advisor resta centrale e insostituibile nella relazione con il cliente».

Tecnologia al servizio della rete

Un punto fermo del progetto è la centralità del relationship manager. «La piattaforma è per il banker ed è al servizio della rete senza alcuna finalità di disintermediazione – sottolinea Pepè. Il valore resta nella combinazione tra tecnologia, competenze e sensibilità del banker».

Evoluzione incrementale e AI nei servizi

Il percorso di trasformazione segue una logica incrementale, costruita in parallelo tra evoluzione del modello di servizio e potenziamento della piattaforma.

«Abbiamo adottato un approccio incrementale, partendo da una soluzione white label potenziandola nel tempo sulla base delle esigenze concrete dettate dall’evoluzione del modello di servizio e dal costante affinamento dei processi operativi – spiega Pepè. La capacità di apprendere dall’esperienza, anche quando emergono aspetti da correggere, è fondamentale per perfezionare gli strumenti e renderli sempre più aderenti agli obiettivi di business».

«Già oggi componenti di AI sono impiegati in diversi ambiti, dalla produzione della reportistica per il cliente ai controlli di appropriatezza e adeguatezza; quelli per l’ottimizzazione di portafoglio, basati sull’analisi integrata delle diverse variabili coinvolte, sono in fase di valutazione. L’obiettivo è potenziare il supporto ai banker, lungo in azionicompiti complesse ed articolate complessi, attraverso un ecosistema di agenti AI in grado di consultare i dati e svolgere i relativi processi in un contesto sicuro e consistente – aggiunge Pepè».

Un ecosistema per la consulenza del futuro

Il progetto punta a costruire un ecosistema integrato in cui dati e processi dove tecnologia e banker convivono in un modello service-centrico.

«Non siamo semplicemente fornitori di tecnologia, ma un partner che lavora al fianco delle istituzioni finanziarie per trasformare obiettivi strategici in risultati concreti – conclude Pepè. La tecnologia è un fattore necessario ed abilitante all’interno di un ecosistema più ampio, in cui il cliente resta al centro e la rete mantiene un ruolo imprescindibile».

 

La Rivista

Giugno 2026

PAGAMENTI DIGITALI: IL MATCH RICOMINCIA

Tra wallet, AI e sovranità europea si amplia l'ecosistema dei pagamenti

Tutti gli altri numeri