La pianificazione patrimoniale è sempre più spesso un’attività complessa, specialmente quando coinvolge famiglie articolate, i cui membri, con necessità e interessi diversi, si muovono in un contesto globale, coinvolgendo frequentemente classi di beni dalle caratteristiche particolari o la cui proprietà è difficilmente divisibile.
Tra i fattori che più contribuiscono alla frammentazione del patrimonio familiare vi sono possibili future liti tra eredi, cause legali, separazioni e divorzi, gli stessi passaggi generazionali e l’incapacità di alcuni membri della famiglia di gestire la ricchezza ereditata.
Il Trust famigliare protegge il patrimonio
A questi elementi si sommano una serie di rischi esogeni derivanti dalle condizioni politico-economiche, nonché da scenari di incertezza che determinano un mutamento nella percezione dei pericoli. Un fenomeno tipico osservato di recente durante la pandemia Covid19, che ha fatto emergere la necessità di predisporre tempestivamente strategie di protezione patrimoniale familiare e piani successori strutturati. Questo al fine di preservare l’unitarietà del patrimonio anche quando (a seguito di cambiamenti nelle circostanze personali e finanziarie o per cause sopraggiunte quali ad esempio una grave malattia) un soggetto non sia in grado tutelare i propri affetti da minacce imprevedibili e gestire i propri affari in modo ottimale.
Su questo orizzonte il trust si distingue come uno strumento apprezzato per assicurare la continuità e la preservazione del patrimonio di famiglia. L’istituto garantisce infatti la segregazione reale dei beni che, una volta conferiti in trust, costituiranno un patrimonio separato rispetto a quello del disponente, del trustee e dei beneficiari e non saranno soggetti agli eventi personali che li coinvolgono.
Lo strumento in particolare è dotato della flessibilità necessaria per fare fronte a necessità emergenti e scenari mutevoli, nel rispetto delle linee guida e del programma di utilizzo delle risorse originariamente dettati dal disponente nel regolamento di trust.

Il Regolamento di Trust
Questi potrà predisporre piani successori che stabiliscano strategie per la risoluzione di crisi e che indichino le modalità di accesso dei membri della famiglia alle risorse, nonché eventualmente i requisiti richiesti ai soggetti preposti alla loro gestione. Nello specifico, il regolamento di trust potrà prevedere tempi e condizioni affinché il trustee proceda a distribuzioni di reddito o di capitale a favore dei beneficiari, incluse quelle indirette sostenendone, per esempio, le spese mediche o scolastiche, oppure concedendo loro prestiti o permettendo di fruire di determinati beni in trust tramite l’uso o il comodato, come nel caso di immobili. Il patrimonio familiare sarà così preservato ad ogni passaggio generazionale, con la possibilità di soddisfare contemporaneamente le pretese economiche e le aspirazioni professionali dei diversi soggetti coinvolti.
Potranno inoltre essere approntati piani conservativi di gestione del patrimonio familiare al fine di garantire ai beneficiari più vulnerabili (quali anziani, incapaci o minori) le risorse necessarie al proprio sostentamento nel lungo periodo con condizioni di vita immutate, anche qualora il disponente venisse meno.
Rapporti tra coniugi e coppie
Nell’attuare soluzioni di pianificazione che disciplinino i rapporti patrimoniali tra coniugi o coppie non formalizzate, il trust può anche prevedere regole che garantiscano l’adempimento puntuale di obbligazioni da parte di un coniuge nei confronti dell’altro, ovvero della prole, evitando così i costi di eventuali azioni esecutive in caso di separazioni o divorzi complessi. Tramite il trust sarà peraltro possibile regolare i rapporti patrimoniali tra partner anche in caso di separazione e creazione di nuovi legami affettivi, così da preservare l’unitarietà del patrimonio a favore dei figli ed evitare che sia distratto dal perseguimento di scopi inerenti il soddisfacimento dei bisogni familiari.
Trust vs fondo patrimoniale
Rispetto al fondo patrimoniale il trust dimostra poi maggiore flessibilità in quanto non presuppone il vincolo del matrimonio o dell’unione civile (in assenza dei quali il fondo cesserebbe di esistere, e i beni vincolati sarebbero aggredibili) e può segregare qualsiasi bene soggetto a valutazione economica.
Trust vs polizza Vita
Infine, se confrontato con la polizza Vita (altro strumento di pianificazione patrimoniale particolarmente utilizzato dalle famiglie) il trust assicura un maggiore profilo di continuità e controllo programmatico dei beni. A seguito del realizzarsi dell’evento assicurato, infatti, la compagnia assicurativa liquiderebbe immediatamente le somme ai beneficiari, indipendentemente dal fatto che questi siano capaci di riceverle o abbiano la capacità di gestirle. I beni conferiti in trust, invece, saranno amministrati dal trustee a favore dei beneficiari che potranno fruirne secondo tempi e modalità predefinite, al fine di evitarne la dispersione.
Supportare la relocation
Da ultimo, è opportuno sottolineare sul fatto che gli interessi internazionali e la mobilità tipica delle famiglie contemporanee richiedono sempre più spesso strategie di pianificazione patrimoniale che si adattino agli eventuali mutamenti di esigenze e permettano di cogliere le opportunità emergenti. A questo proposito, in alcuni casi, il trust può rivelarsi un valido strumento a supporto della relocation internazionale. Il conferimento di beni in trust prima di un trasferimento di residenza in un Paese straniero consente, infatti, di migliorare le strategie di pianificazione patrimoniale, ottimizzando al contempo la posizione fiscale dei soggetti coinvolti.