Amundi. Scende euforia per le SPAC: oggi speculative, in futuro più specializzate e trasparenti

spac

Dopo il record del 2020 e il boom del primo trimestre 2021, forse il fenomeno SPAC sta per rallentare bruscamente. A imporre il segnale di stop è il Regolatore. Vincent Mortier, Deputy Chief Investment Officer di Amundi, ha diffuso un'analisi sulle SPAC, "Smaltita l'euforia, si torna alla realtà", che indaga le prospettive delle Special Purpose Acquisition Company.

Che cosa è una SPAC

Le SPAC (Special Purpose Acquisition Company) sono società create e quotate in Borsa allo scopo di acquisire successivamente società operative esistenti con un grande potenziale di crescita. Le SPAC sono state ideate come società veicolo che consentono facilmente di arrivare alla quotazione in Borsa e di evitare al tempo stesso le lungaggini e a volta le difficoltà del tradizionale processo di quotazione. Le SPAC esistono da tempo, ma solo negli ultimi due anni hanno acquisito grande notorietà. L’abbondante liquidità e il ritorno a un contesto favorevole al rischio dopo aver superato la fase peggiore della crisi causata dal COVID-19, hanno contribuito alla crescita del mercato e a un clima di euforia che ha giovato alle SPAC.

IPO SPAC per 100 miliardi di dollari nel primo trimestre 2021

Nel primo trimestre 2021 ci sono state quasi IPO di SPAC che hanno raccolto quasi 100 miliardi di dollari, superando in tre mesi i livelli già record del 2020. Questa cifra rappresenta ora i due terzi del valore totale delle IPO sul mercato statunitense. «Il fenomeno delle SPAC - scrive Mortier - grazie al clima di grande euforia dei mercati e di crescita spettacolare, ha attirato numerosi investitori. Alcuni promotori hanno coinvolto nei deal anche delle celebrità, e la presenza di queste ultime ha ulteriormente stuzzicato l’appetito degli investitori retail, che non sempre però sono in grado di capire la struttura, i costi e i rischi associati alle SPAC».

Il Regolatore guarda alla SPAC 

E qui è arrivato il Regolatore: la pressione sulle performance delle SPAC e l'IPO SPAC Index in flessione del 20% rispetto ai massimi sono alcune delle ragioni che hanno portato il tema al centro della cronaca anche in senso negativo. Attirando la lente del regolatore. Il fenomeno delle SPAC sta ora raggiungendo un punto critico, secondo Mortier. La ridefinizione della performance di mercato arriva in un momento in cui le SPAC sono finite sotto la lente della Securities and Exchange Commission (SEC), che ha già iniziato a mettere in guardia gli investitori e che si sta dimostrando critica nei confronti di alcune prassi utilizzate dalle SPAC. L’intervento della SEC sta ulteriormente congelando le nuove IPO e offre l’occasione all’intero settore delle SPAC di valutare come procedere in futuro.

400 SPAC in cerca di aziende target

Secondo Mortier, se finora finanziatori e investitori a breve termine hanno cavalcato le SPAC, così come le investment bank che hanno guadagnato grazie alle commissioni da IPO e fusioni, il rischio è che l'euforia del mercato porti al rialzo dei prezzi pre-fusione, con una facile delusione quando le performance post fusione sono deludenti. Questa penalizzazione dell'investimento sul lungo termine porta gli investitori a essere più prudenti e selettive. Mortier è convinto che questa tendenza crescerà ancora nei prossimi mesi: ci sono infatti oltre 400 SPAC a caccia di società target con cui fondersi.

Le SPAC in futuro saranno diverse

E gli investitori si aspettano risultati rapidi, visto che l'aumento dei rendimenti offre alternative appetibili sul mercato obbligazionario e tenere i soldi fermi in una SPAC non porta alcun vantaggio. «Crediamo che al momento ci si debba muovere con estrema cautela - conclude Mortier - e tale consiglio è rivolto soprattutto agli investitori retail, perché il mercato è in una fase di maturazione. Il messaggio che rivolgiamo invece a chi intende investire a lungo termine è che, pur riconoscendo alcuni dei pregi delle SPAC che consentono di debuttare sul mercato con maggior facilità e permettono a un numero più alto di società di quotarsi, riteniamo che la loro attuale struttura sia più consona a realizzare operazioni speculative di breve periodo e meno idonea agli investitori fondamentali interessati soprattutto al modello di business, alle prospettive di crescita e al profilo ESG (Environmental, Social and Governance). Crediamo che al termine di questo processo di transizione le SPAC saranno più specializzate e forniranno una maggiore visibilità sui settori delle aziende target, nonché un’informativa finanziaria migliore».

 

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