Pimco: la view di mercato per il 2021

Un ottimismo misurato. Così Nicola Mai, Portfolio Manager Sovereign Credit Analyst di PIMCO, sintetizza le prospettive per i mercati globali nel 2021.

Un ottimismo cauto che deriva dalla situazione sotto gli occhi di tutti. Il 2021 dovrebbe portare un rimbalzo dell’economia reale, al momento depressa dai lockdown estesi, soprattutto in Europa. I Governi frenano sulle riaperture, che saranno comunque graduali e dipendono dall’avanzamento della campagna vaccinale.

Tutto dipende dai vaccini

Che, come noto, in Unione Europea non sta procedendo con il ritmo sperato: siamo circa al 5% della popolazione coperta dal Covid, mentre il Regno Unito post-Brexit ha superato il 25% (e pianifica già il ritorno alla normalità da maggio-giugno) e gli USA, in cui le restrizioni sono sempre state più soft che da questo lato dell’Atlantico, si trovano tra il 15% e il 20% di popolazione vaccinata.

La UE è in ritardo

L’attesa è tutta per la UE, per un’accelerazione delle vaccinazioni nel secondo trimestre. Se il problema è nella capacità di produzione delle compagnie farmaceutiche, l’individuazione di processi di produzione più efficaci e scalabili potrebbe tradursi in un andamento non lineare delle campagne di vaccinazioni. L’Europa potrebbe quindi recuperare il tempo perduto. Potrebbe.

Il primo traguardo da raggiungere è a maggio: se gli over 65 e il personale sanitario, circa il 25%-30% della popolazione, venissero vaccinati appena prima dell’estate, potremmo vedere la tanto attesa ripresa. Anche grazie alle temperature più miti.

Europa fanalino di coda nella crescita

Ripresa, quindi, ma dove? Il mercato con la migliore performance sarà probabilmente la Cina: che ha gestito il Covid in modo efficace e beneficia anche della produzione interna di beni medici e tecnologici. Seguono gli USA, che oltre a un lockdown meno devastante, hanno già avviato una risposta fiscale aggressiva. La UE è la meno promettente delle economie sviluppate, con l’attesa accelerazione dal secondo trimestre dell’anno. L’Europa tornerà comunque ai livelli del 2019 non prima di metà 2022.

E l’inflazione?

Nicola Mai ha anche commentato l’andamento dell’inflazione nel 2021, tormentone delle ultime settimane. Pimco si attende inflazione bassa nei prossimi 12-18 mesi: l’economia gode di risorse molto ampie, la disoccupazione USA scende ma è ancora elevata, mentre in UE la cassa integrazione ha finora sospeso il boom di licenziamenti (che arriverà, alla fine delle misure di tutela, ma il cui impatto dipenderà dal rimbalzo economico).

Pimco Mai Nicola

Nicola Mai, Portfolio Manager Sovereign Credit Analyst di PIMCO

Anche perché le banche centrali hanno finito le munizioni e non possono più agire granché sull’inflazione. Secondo Pimco, lo stimolo fiscale in USA e in UE non è sufficiente a spingere verso l’alto l’inflazione: forse, nel medio periodo, potrebbe farlo un’eventuale estensione degli stimoli da parte di Biden. Si vedrà.

Banche centrali: tassi fermi e acquisto di asset

Sempre in tema di banche centrali, Pimco prevede tassi fermi per il 2021 e anche oltre, per combattere la bassa inflazione e finanziarie i deficit, che resteranno comunque ampi. Le banche centrali americana ed europea continueranno quindi l’acquisto di asset: la FED potrebbe avviare il tapering dal 2022, ma dopo l’esperienza del 2013 potrebbe comportarsi con prudenza. La BCE ha già dichiarato che acquisterà asset fino a marzo 2022, ma è molto probabile che continui anche dopo.

Torneremo quelli di prima?

Resta poi da vedere l’impatto sulla domanda dei “postumi economici” della pandemia, cioè il mutamento di comportamenti di famiglie e imprese, con un maggiore risparmio. Dal punto di vista dei mercati, c’è forse troppo ottimismo, perché gli scenari di ripresa sono stati già prezzati. Questo richiede un’attenzione particolarmente alta nella scelta dei titoli e dei settori in cui esporsi al rischio.

Dove investire, secondo Pimco

Nei Bond i tassi sono previsti stabili, forse c’è possibilità di un irripidimento della curva per i Bond Treasury americani e per i Bund tedeschi. E Pimco guarda con favore ai titoli legati all’inflazione USA, come i TIPS.

Pollice verso l’alto anche per i titoli finanziari: le banche, nel mondo e in Europa, hanno ricapitalizzato in modo significativo dal 2008 e sono ben più solide rispetto al passato. Piacciono anche i titoli cartolarizzati con spread interessanti e rischi moderati, come gli Agency Mortgages degli USA e della Danimarca.

View positiva, infine, anche nei mercati emergenti, favoriti dal periodo pandemico che favorisce la manifattura rispetto ai servizi. Pimco guarda soprattutto al debito governativo dei mercati emergenti denominato in valuta forte, ma anche esposizioni selezionate in valuta locale.

 

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