Perché Notz Stucki non investe in bitcoin

Il bitcoin è “inquinante e dibattuto”. L’analisi di Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki, sconsiglia di detenere bitcoin. Sin dal titolo: “The fear of missing out? L’ascesa del bitcoin”.

Calef nota che il primo bimestre del 2021 ha confermato un’elevata volatilità dei mercati. Per la volatilità, il riferimento è sempre al VIX, indice che rappresenta la della volatilità implicita nelle opzioni sull’S&P 500. E il VIX è oscillato tra i 20 e i 30 punti da gennaio 2021, mentre prima del Covid era più tranquillo intorno a quota 15.

Il bitcoin specchio della volatilità

Ma non è nel VIX che si può vedere al meglio la volatilità del momento, quanto nel bitcoin (in maiuscolo, nell’analisi), secondo Calef. Che da inizio anno registra un +90%, a parere di Calef per due fattori principali. Il primo è l’aspettativa di rialzo dell’inflazione: il rendimento decennale dei titoli di stato USA ha superato l’1,5% e nel bitcoin alcuni investitori potrebbero vedere una riserva di valore.

Perché il bitcoin è una riserva di valore

Il bitcoin viene visto come riserva di valore, nonostante l’elevata volatilità osservabile ogni giorno sul mercato, perché viene offerto in quantità limitata e viene visto con un modo alternativo di cercare reddito in un momento in cui l’obbligazionario rende zero e gran parte dell’azionario è su livelli molto alti. Lo stesso Calef definisce il ragionamento degli investitori che sta alla base della scelta di bitcoin come riserva di valore “probabilmente erroneo”.

Una "spintarella" alle quotazioni

L’analisi individua anche un secondo fattore di spinta delle quotazioni del bitcoin: il sostegno di alcune aziende alla criptovaluta come mezzo di scambio alternativo per il futuro. E viene citata Tesla, con il suo investimento da 1,5 miliardi di USD che ha fatto schizzare il prezzo di un bitcoin oltre i 55mila dollari. Generando una plusvalenza milionaria.

I dubbi sul bitcoin

Calef sottolinea i dubbi degli investitori su bitcoin, che riguardano la forte volatilità, l’attuale utilizzo per transazioni illecite da parte della criminalità informatica, l’insostenibilità di un utilizzo diffuso del bitcoin come mezzo di pagamento. Come noto, la specifica blockchain su cui si basa bitcoin ha, al momento, un importante consumo energetico per aggiornare le transazioni mediante il processo di mining.

In un mondo che, a parole, spinge sempre più verso il green, potrebbe essere l’impronta ecologica il punto debole del bitcoin. Ecco perché, conclude Calef, al momento Notz Stucki non include il bitcoin nella propria asset allocation.

 

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