Neva Sgr chiude il fundraising di Neva First. E annuncia nuovi Fondi

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Da sinistra: Luca Remmert, Presidente, e Mario Costantini, CEO e General Manager di Neva Sgr

Neva Sgr ha presentato i risultati del Fondo Neva First a un pubblico di 500 persone, tra venture capitalist, investitori istituzionali, clienti privati, esperti, imprenditori e startup da tutta Italia e altri Paesi, in primis Stati Uniti e Israele.

L’evento “Venture Capital: protagonisti, crescita e progetti di Neva Sgr” si è tenuto oggi alle Officine Grandi Riparazioni di Torino ed è stato organizzato da Neva Sgr, società del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center.

Il Fondo Neva First

Il Fondo Neva First ha infatti già raccolto 250 milioni di euro, target prefissato, ed è dedicato agli investimenti in aziende altamente innovative di tutto il mondo. «Il Fondo ha incontrato l’interesse sia di numero famiglie imprenditoriali italiane sia d'investitori istituzionali esteri e italiani, tra cui anche le fondazioni di origine bancaria, attente allo sviluppo sostenibile del territorio – racconta Luca Remmert, Presidente di Neva Sgr. Entro i prossimi due anni completeremo gli investimenti per la composizione dei portafogli di Neva First e Neva First Italia, il fondo dedicato esclusivamente alle startup italiane ed europee attive in ricerca, sviluppo e produzione in Italia, anticipando la conclusione del periodo di investimento».

Le aziende del primo Fondo

Da agosto 2020, Neva Sgr ha investito in 26 società (70% realtà globali, 30% italiane) per un totale allocato di circa 150 milioni di euro. Le tante operazioni concluse hanno trovato testimonial anche sul palco delle OGR, grazie alle testimonianze di cinque fondatori di startup che rappresentano la composizione del portafoglio di Neva: Giorgio Tinacci, fondatore e CEO di Casavo; Luca Rossettini, fondatore e CEO di D-Orbit (società italiana attiva nella logistica per la Space Economy); David Rutter, fondatore e CEO della statunitense R3 (attiva in ambito Blockchain - Distributed Ledger Technology); Maria Grazia Roncarolo, ricercatrice italiana, riconosciuta come una delle massime autorità al mondo nel campo delle terapie genetiche, fondatrice di Tr1X (terapie cellulari universali per malattie autoimmuni); Dror Liwer, fondatore dell’israeliana Coro (Cybersecurity basata sull’Intelligenza Artificiale per le PMI).

Perché solo il 30% di aziende italiane?

Il Venture Capital è un’occasione per cambiare la cultura imprenditoriale italiana e portare le aziende italiane a crescere. «In Italia manca la cultura imprenditoriale tipica di altri Paesi, come Israele o ad esempio la Silicon Valley, c’è piuttosto una forte gelosia nei confronti della propria azienda e dei prodotti creati – precisa Remmert. Grazie ai nostri sforzi nel Venture Capital, speriamo di dare una nuova impronta culturale all’imprenditoria italiana, perché non si può investire solo per vedere crescere la propria azienda nel presente, bisogna invece guardare al futuro e alla moltiplicazione di valore, pensando anche agli imprenditori di domani. Serve, dunque, il coraggio di scommettere».

Il nuovo fondo nel 2024

Entro il 2024, sarà lanciato inoltre un nuovo fondo. «Abbiamo in programma la preparazione di un nuovo Fondo Neva di maggiori dimensioni che vareremo nel 2024, che potrà beneficiare delle nostre crescenti relazioni a livello internazionale con fondi, investitori istituzionali e mondo della ricerca – prosegue Remmert. Per rispondere al meglio alle esigenze di investitori e partner sempre più numerosi, amplieremo il nostro team, attraendo nuovi talenti anche dall’estero, e ci impegneremo a diffondere la cultura del Venture Capital in Italia, per dare nuovo impulso alla crescita del Paese».

«Attraverso il Fondo, partito ad agosto 2020, abbiamo allocato circa 150 milioni su un totale di 26 società e 4 fondi strumentali – spiega Mario Costantini, CEO e General Manager di Neva Sgr. Di quei 150 milioni, 100 li abbiamo già investiti mentre i restanti 50 milioni andranno a sostenere quelle aziende che si dimostreranno meritevoli anche dopo il periodo di investimento. Abbiamo inoltre a disposizione altri 50 milioni da investire in nuove società per diversificare».

Il Fondo SEI, con Intesa Sanpaolo Innovation Center

Previsto, insieme a Intesa Sanpaolo Innovation Center anche l’avvio del Fondo SEI. «Siamo molto soddisfatti del percorso finora compiuto dalla nostra controllata Neva Sgr e, grazie alla collaborazione tra i nostri team di lavoro, lanceremo a breve il nuovo Fondo SEI, Sviluppo Ecosistemi di Innovazione – dichiara Maurizio Montagnese, Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center. Il nuovo Fondo SEI, che prevede una dotazione iniziale di 15 milioni di euro totalmente sottoscritti da Intesa Sanpaolo, nasce per sostenere la crescita dell’ecosistema italiano dell’innovazione tramite investimenti mirati in veicoli che abbiano come obiettivo primario l’attuazione di programmi di ricerca, selezione, accelerazione e professionalizzazione di start-up promettenti. I fondi che Neva Sgr si è impegnata a promuovere hanno come principale obiettivo il ritorno finanziario verso i propri sottoscrittori e questo, in alcuni casi, porta la prudenziale gestione della società a non allocare capitale in realtà ancora poco mature, come possono essere le start-up più giovani. Sentiamo peraltro la responsabilità come azionisti di controllo di Neva Sgr di individuare modalità e strumenti in grado di rispondere anche a queste realtà. E in tal senso avvieremo dei ragionamenti interni all’Innovation Center».

«Neva SGR è nata per investire in Venture Capital – afferma Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo. Come dice l’espressione in lingua inglese, raccoglie e investe un tipo di capitale che non disdegna l’avventura, e che anzi si dirige intenzionalmente verso iniziative sfidanti, che promettono rendimenti più elevati. I fondi di Venture Capital sono tipicamente fondi chiusi, con target, tempi e programmi di investimento e di rientro ben definiti. Vengono considerati adatti a investitori qualificati, perché incorporano un coefficiente di rischio legato alla variabilità dei risultati dei singoli investimenti, ma il loro rendimento medio è ben più elevato di quello degli investimenti considerati a basso rischio. Per Intesa Sanpaolo, che gestisce circa 1,2 trilioni di euro di risparmi, mettere a disposizione del mercato, degli operatori di wealth management, una modalità di investimento più remunerativa è un obiettivo che ha valore di per sé, in quanto promette una migliore remunerazione dei risparmi. È un obiettivo importante in questo momento, ma non era il solo che premeva a Intesa Sanpaolo, e a Carlo Messina, che questa iniziativa ha voluto; e che ha scelto di realizzare attraverso l’Innovation Center, l’iniziativa 100% Intesa Sanpaolo collocata nel grattacielo di Corso Inghilterra, a Torino. In collaborazione con le migliori Università e con Centri di Ricerca in tutto il mondo, l’Innovation Center ha un duplice ruolo: è un’antenna che capta le idee e le innovazioni più interessanti ed è un centro di realizzazione di innovazioni per la banca, per i suoi clienti e per i territori in cui operiamo. Dall’applicazione di queste innovazioni nasceranno posti di lavoro più soddisfacenti, ma anche soluzioni ai problemi dell’umanità: affrontare il cambiamento climatico, sviluppare fonti di energia sostenibili e abbondanti, proteggere l’ambiente e la biodiversità sono traguardi realizzabili nel tempo, a condizione di lavorarci da subito. Questo è l’obiettivo che Intesa Sanpaolo persegue, tramite l’Innovation Center e il suo investimento in Neva Sgr, che ha già lanciato due fondi, Neva First e Neva First Italia. La risposta del mercato è stata positiva, le sottoscrizioni sono affluite positivamente. E positivi sono anche i risultati che stiamo raccogliendo dagli investimenti già fatti, che ci incoraggiano e ci fanno pensare che questo sia soltanto un inizio. È stato detto che per salire una lunga scala, il momento più difficile è salire il primo gradino: fatto quello, gli altri seguiranno più facilmente, fino alle stelle. Noi siamo già oltre il primo gradino e intendiamo proseguire con slancio». 

 

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