Doppio trend nel mercato dell’arte: le vendite globali nel 2020 scendono del 22%, arrivando a 50,1 miliardi di dollari. Ma, al contempo, raddoppia il valore delle vendite di arte e antiquariato online, che valgono ormai il 25% del totale.
Sono i dati del V Art Basel e UBS Global Art Market Report, che integra le informazioni di un sondaggio condotto da Arts Economics e UBS Investor Watch su 2.569 collezionisti high-net-worth (HNW), in dieci mercati (Italia compresa) e i dati di UBS Evidence Lab.
Il dato sulle vendite è particolarmente interessante: perché il calo del 22% dovuto alla pandemia porta le vendite globali di arte e antiquariato a 50,1 miliardi, comunque al di sopra dei 39,5 miliardi toccati nel 2009.
E si fa strada, come in altri settori, il canale dell’online, che raddoppia il valore delle vendite arrivando al record del 12,4%, con una quota del 25% delle vendite totali nel 2020. È la prima volta che la quota di e-commerce nel mercato dell’arte ha superato quella del retail generale. E il mercato inizia a usare anche i social media: un terzo dei collezionisti ha usato Instagram per acquistare arte nel corso del 2020.
L’HNW Collector Survey, condotto da Arts Economics e UBS Investor Watch, ci dice poi che il 66% degli intervistati è più interessato al collezionismo d’arte dopo l’inizio della pandemia: il 57% prevede di acquistare più opere nel corso del 2021.
E c’è speranza anche per il futuro: il 30% dei collezionisti HNW Millennials ha speso più di 1 milione di dollari nel 2020, contro il 17% dei boomer. Un’ultima nota riguarda il ritorno alle fiere e alle gallerie di arte post-Covid: il 90% ha visitato virtualmente una galleria nel 2020, ma il 66% ha comunque preferito partecipare di persona a una mostra o a una fiera per visionare le opere in vendita.