Oltre le previsioni, grazie a un balzo del 12,7% nelle masse in gestione che toccano la cifra record di 1.417 miliardi, il mercato italiano del private banking chiude positivamente il 2025, con una raccolta netta di 58 miliardi di euro.
Non solo, il private banking ha conquistato il 47% delle famiglie italiane, che preferisce questo canale per gestire la propria ricchezza finanziaria. E cambiano intanto anche i portafogli: i risparmiatori hanno ridotto la liquidità in eccesso (scesa al 12%, NdR) per riallocare i patrimoni verso obbligazioni e risparmio gestito.
Il gestito supera l’amministrato
I flussi si sono infatti distribuiti tra diverse forme di investimento: da un lato, la componente amministrata si è mantenuta su livelli elevati (23 miliardi nel 2025, in linea con i 22 miliardi del 2024), dopo il picco del 2023; dall’altro, la componente gestita ha mostrato un rafforzamento significativo, con fondi comuni e gestioni patrimoniali che hanno raccolto complessivamente 26 miliardi di nuovi flussi (+10 miliardi rispetto all’anno precedente), superando così l’amministrato in termini di raccolta complessiva.
A sostenere questa dinamica ha contribuito, negli ultimi anni, anche il rialzo dei rendimenti obbligazionari, che ha alimentato la domanda di titoli di Stato da parte dei risparmiatori italiani, rafforzando la componente amministrata nei portafogli.
Le emissioni retail del Tesoro continuano infatti a registrare un interesse elevato: il BTP Valore collocato nell’ottobre 2025 ha raccolto oltre 16,5 miliardi di euro, mentre l’emissione di marzo 2026 ha superato i 16 miliardi.
«I dati del 2025 confermano la solidità del Private Banking, ma è l’analisi degli ultimi anni a offrire un’indicazione più ampia. In una fase in cui l’incertezza è diventata una componente strutturale, le famiglie ricercano servizi in grado di accompagnarle nel tempo, con una visione complessiva del patrimonio e un orizzonte di medio periodo – ha commentato Andrea Ragaini, Presidente di AIPB. L’avvio d’anno è caratterizzato da nuove e forti tensioni geopolitiche. In questo contesto il valore della consulenza professionale diventa ancora più evidente, guidando gli investitori nelle fasi di maggiore instabilità del mercato, aiutandoli a mantenere equilibrio e coerenza nelle scelte di investimento».