Investimenti ESG. Non più un trend ma uno standard

iShares transizione agli investimenti sostenibili

L’investimento sostenibile è semplicemente una moda? Che siano scelti per motivi etici, filosofia aziendale, esigenze della clientela od opportunità di rendimento, gli investimenti sostenibili stanno riconfigurando le preferenze degli investitori e i modelli di portafoglio. E in Italia la principale motivazione è l’adeguamento a un nuovo standard

La ricerca iShares

Ad affermarlo sono i professionisti del settore intervistati nella ricerca di iShares “La transizione agli investimenti sostenibili”: ben il 43% degli investitori professionali italiani, infatti, guarda alla sostenibilità nei portafogli per adeguarsi a uno standard che si sta diffondendo sempre più, mentre passano in secondo piano motivazioni come la pressione normativa (avvertita solo dal 27%) o l’impronta aziendale (26%), che ha quindi ancora un peso marginale.

Altre motivazioni

Un po’ più importanti, invece, le opportunità di rendimento offerte (38%) e le pressioni sociali (37%), che vanno di pari passo con la necessità di ridurre i rischi a lungo termine in portafoglio (sempre 37%).

Sguardo europeo

Naturalmente non è un unicum italiano: ben il 78% degli investitori europei integra già o inizia a integrare criteri di sostenibilità nel processo di costruzione del portafoglio. Nel dettaglio, quasi la metà degli investitori professionali intervistati (42%) è ancora a uno stadio iniziale della integrazione, mentre il 36% è già ben instradato con gli investimenti sostenibili all’interno dei portafogli. Con la consapevolezza che i vantaggi non si limitano alla sfera etica.

Gli ostacoli...

Tuttavia la transizione verso portafogli più sostenibili non è priva di ostacoli, in particolare per via della mancanza di quadri di riferimento, definizioni, dati e norme comuni (e qui vedremo se il nuovo regolamento dell’UE, il Sustainable Finance Disclosure Regulation, potrà aiutare a definire almeno degli standard minimi per i prodotti sostenibili, NdR).

Tornando alla ricerca, i primi 3 ostacoli indicati dai 400 investitori professionali intervistati sono: la mancanza di fiducia nei dati e nei punteggi ESG; la scelta del veicolo di investimento più adatto; la scelta del provider di fondi più consono.

... nella selezione del veicolo e del provider

In particolare, in Italia sono due le criticità maggiori: la selezione del veicolo più adatto per investire in modo sostenibile e la scelta del provider di fondi a cui affidarsi (entrambe al 42%).

La risposta nelle soluzioni indicizzate

Per fare fronte a queste difficoltà, iShares ha quindi creato appositi ETF e soluzioni indicizzate che semplificano la transizione verso portafogli più sostenibili. Una strada verso l’investimento sostenibile che è particolarmente apprezzato in Italia per via della semplicità e della trasparenza offerte dalla indicizzazione.

 

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