Banche reti. Il patrimonio amministrato dalle Big Six cresce da 432 a 700 miliardi

Performance banche reti 2021
Maurizio Primanni, CEO di Excellence Consulting

Dall’introduzione del Mifid II alla pandemia, molti cambiamenti hanno caratterizzato il mondo bancario nel quinquennio compreso tra il 2016 e 2021. Eppure le big six delle reti di consulenza finanziaria italiana (Fideuram, Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Allianz Bank e Azimut) hanno confermato il processo di crescita e i loro portafogli amministrati sono passati da 432,4 a 700,3 miliardi di euro, pari a una quota dell’89% del mercato totale delle reti.

Ad affermalo è la recente analisi “Banche reti/ Oltre Mifid II e pandemia, come crescono le big six” di Excellence Consulting.

Secondo lo studio, nel quinquennio appena passato a spiccare, sia per raccolta netta complessiva che per raccolta netta per consulente, sono Fideuram (rispettivamente +15 e +13% annuo) e Fineco (+18 e +16% annuo); tuttavia Fideuram registra meno consulenti in entrata (-10 nel 2020 e +139 nel 2021) di Fineco (+51 nel 2020 e +188 nel 2021).

A fare la differenza è la qualità del portafoglio amministrato: circa il peso specifico del risparmio gestito (AuM) sul totale del portafoglio amministrato, dal 2016 al 2021 Fideuram perde 2 punti percentuali (dal 70% al 68%), mentre ne guadagnano 2 Mediolanum (dal 71% al 73%) e 1 Fineco (dal 55% al 56%).

L’analisi nel dettaglio. Cresce il patrimonio amministrato

Nel dettaglio dell’analisi, nel periodo considerato, il patrimonio amministrato di Fideuram, Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Allianz Bank e Azimut è passato da oltre 432,4 a 700,3 miliardi, con la quota di mercato in lieve discesa dal 92% all’89%.

Fideuram passa dal 41% a 39,5% (da 192,9 a 310,3 miliardi), Mediolanum da 13,6% a 12,3% (da 64,2 a 96,5 miliardi), Fineco da 10,9% a 12% (da 51,4 a 94,6 miliardi), Banca Generali da 10,1% a 10,8% (da 47,5 a 84,6 miliardi), Allianz Bank da 8,6% a 8,1% (da 40,2 a 63,5 miliardi), Azimut da 7,6% a 6,4% (da 35,9 a 50,5 miliardi).

Se si fa il confronto tra l’andamento della raccolta netta totale e quella per singolo consulente, campeggiano Fideuram, la cui raccolta netta dal 2016 al 2021 lievita da 7,8 a 16,0 miliardi (+15% annuo), mentre quella per consulente da 1,3 a 2,5 milioni (+13% annuo), Fineco da 4,3 a 9,8 miliardi (+18% annuo) per consulente da 1,6 a 3,5 milioni (+16% annuo), Mediolanum da 5,6 a 7,8 miliardi (+7% annuo) per consulente da 1,3 a 1,8 milioni (+7% annuo), Banca Generali da 5,6 a 7,6 miliardi (+6% annuo) per consulente da 3,0 a 3,5 milioni (+3% annuo), Allianz Bank da 3,3 a 5,5 miliardi (+10% annuo) per consulente da 1,7 a 2,6 milioni (+9% annuo).

In controtendenza Azimut: da 3,2 a 2,8 miliardi (-2% annuo) per consulente da 1,9 a 1,5 milioni (-5% annuo).

La dimensione delle reti. Come si sono evolute?

La ricerca di Excellence Consulting si sofferma anche sull’evoluzione della dimensione delle reti.

Guardando al saldo tra consulenti entrati e usciti da ciascuna rete, Fineco acquisisce 51 professionisti (+2%) nel 2020 e 188 (+7%) nel 2021, Banca Generali 52 (+ 2%) e 81 (4%), Azimut 31 (+1%) e 62 (+3%), Mediolanum 31 (+1%) e 111 (+3%), Allianz 26 (+1%) e 44 (+2%).

Per Fideuram saldo pressoché stazionario nel 2020 con dieci consulenti in meno (0%) e 139 in più nel 2021 (+2%).

Va detto che il dato di Fideuram risente delle dinamiche societarie e di M&A; quindi, comprende nel 2020 Fideuram e Sanpaolo Invest, a cui nel 2021 si aggiunge il risultato di IW Bank.

Quale l’impatto dell’evoluzione della quota di risparmio gestito?

Decisivo nell’analisi è anche il rilievo dato all’evoluzione della quota di risparmio gestito sul patrimonio complessivo amministrato di ogni rete sempre durante il periodo dal 2016 al 2021: in calo Azimut (dal 91 all’89%), stazionaria Allianz Bank (86%), saldo positivo per Mediolanum (da 71 a 73%) e saldo negativo per Fideuram (dal 70 al 68%) e Banca Generali (dal 76 al 70%); Fineco con saldo lievemente positivo, ma valori significativamente più contenuti rispetto ai competitors (da 55 a 56%).

In generale tutti i player evidenziano un potenziale di miglioramento della qualità degli assets amministrati a cui potrebbe seguire un conseguente miglioramento della redditività per tutti gli attori (clienti, consulenti e banca).

«Le banche reti – afferma Maurizio Primanni, CEO di Excellence Consulting – riescono a superare gli ostacoli di Mifid II, la direttiva che ha imposto costi di riorganizzazione e compliance significativi, e la pandemia, che ha avuto e continua ad avere conseguenze negative sulla finanza e il risparmio. Il nostro studio dimostra anche che oltre alla crescita della quota di mercato, le principali banche reti hanno anche un’opportunità importante di creazione di valore che deriverebbe dall’aumento della componente gestita nei portafogli amministrati dei clienti».

 

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