ETF sui metalli industriali e rari: le ultime novità

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Investire sui metalli industriale tramite un ETF: sul mercato ci sono diversi ETF sui metalli industriali o sui metalli rari.

In questo articolo vediamo perché potrebbe essere interessante investire sui metalli ed elenchiamo alcuni degli ultimi ETF sul mercato.

Metalli e transizione energetica

Secondo Luke Oliver, Head of Strategy di Kraneshares, sono sei i metalli chiave per l’elettrificazione a livello globale. Ricordiamo che questo trend intercetterà 140mila miliardi di dollari di investimento a livello globale tra il 2022 e il 2052, secondo le stime di IRENA Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili.

E, secondo Luke Oliver, ci sarà un disequilibrio tra domanda e offerta per le materie prime usate per la transizione energetica.

I metalli chiave per l’elettrificazione sono alluminio, rame, zinco, litio, nichel e cobalto. Questi metalli beneficeranno direttamente della forte domanda per i vari usi dell'elettrificazione, dall'aumento dell'adozione globale dei veicoli elettrici (EV) ad altri progetti legati al clima come i pannelli solari e le turbine eoliche.

Alluminio: previsioni per il 2023

A breve termine, scrive Oliver, il timore che l'amministrazione Biden possa vietare le importazioni di alluminio dalla Russia, che è responsabile del 5,5% della produzione globale, ha pesato sul mercato dell’alluminio.

Questo potrebbe ridurre l'offerta disponibile per i Paesi occidentali, poiché il processo di estrazione è ad alta intensità energetica e costoso. Il mercato potrebbe affidarsi maggiormente alle importazioni dalla Cina, il più grande produttore di alluminio al mondo.

Tuttavia, la Cina ha stabilito un limite di capacità annua di 45 milioni di tonnellate metriche (MMT). Questo limite, insieme ai controlli sulle importazioni russe, potrebbe contribuire a una pressione al rialzo sul prezzo dell'alluminio.

Rame: previsioni per il 2023

La domanda di rame, scrive sempre Oliver, crescerà dagli attuali 25 MMT a circa 50 MMT entro il 2035, un livello record che dovrebbe mantenersi e continuare a crescere fino a 53 MMT entro il 2050. L'offerta potrebbe non essere in grado di far fronte all'aumento della domanda, creando un "deficit strutturale" a medio e lungo termine.

Anche perché i tre principali produttori di ramo sono Cile, Perù e Repubblica Democratica del Congo: pesano per il 46% della produzione globale. E in tutti e tre sta crescendo l’incertezza fiscale e politica, ponendo dei dubbi sulla futura fornitura di rame.

Secondo Oliver, «i contratti futures sul rame non riflettono ancora lo stato incerto dell'offerta e possono subire un notevole incremento dei prezzi quando le aspettative di scarsità diventeranno più diffuse».

Zinco: previsioni per il 2023

Oliver segnala che lo zinco è l’unico metallo che registra un calo di domanda e offerta.

La domanda scende perché il settore immobiliare cinese, in difficoltà, ha ridotto la domanda di acciaio, compreso quello zincato galvanizzato.

Mentre sull’offerta si è abbattuto il maggiore prezzo dell’energia elettrica, che mette in difficoltà le fonderie.

Litio: previsioni per il 2023

Le previsioni sulla domanda di Litio sono notevoli: da 500mila tonnellate metriche di carbonato di litio equivalente (LCE) nel 2021 a 3, forse 4 milioni di tonnellate metriche nel 2030.

L’offerta di litio convenzionale, al contempo, dovrebbe espandersi di oltre il 300% nello stesso periodo: tanto, ma non quanto la domanda.

È quindi possibile che si verifichi una carenza cronica di litio. Fino al 2025 l’aumento della capacità produttiva dovrebbe bastare e, potenzialmente, i programmi di riciclaggio potrebbero permettere di rispondere alla domanda fino al 2030.

Dopo il 2030, però, lo squilibrio tra domanda e offerta potrebbe portare a un aumento del prezzo.

Nickel: previsioni per il 2023

Il principale produttore di nickel è l’Indonesia. Questo Paese produce oltre il doppio delle Filippine, che sono il secondo produttore mondiale. Seguono in classifica Russia, Nuova Caledonia (un territorio francese d’oltremare) e Australia.

La guerra in Ucraina ha causato problemi di approvvigionamento, perché la Russia fornisce il 9% della produzione mondiale di nichel e, soprattutto, circa il 33% del minerale di solfuro di nichel che serve a produrre il solfato di nichel, necessario per le batterie dei veicoli elettrici.

Si prevede un aumento della domanda globale

Secondo le proiezioni, la domanda globale di nichel aumenterà del 44% entro il 2030 a causa della forte richiesta di utilizzo nelle batterie che alimentano i veicoli elettrici [3] e crescerà fino a quattro volte nei prossimi 30 anni.

Cobalto: previsioni per il 2023

Il cobalto è un sottoprodotto delle miniere di rame e nichel, cosa che limita molto l’offerta.

Si prevede che la domanda di cobalto aumenterà con il proseguire della transizione energetica globale e il passaggio ai veicoli elettrici.

La maggiore domanda e le limitazioni dell’offerta potrebbero portare a un aumento dei prezzi del cobalto. Si stima una crescita dell’offerta media dell’8% annuo contro il 12% di aumento della domanda.

ETF Metalli Industriali

ETF sull’estrazione dell’argento

Il Global X Silver Miners UCITS ETF (SILV) replica il Solactive Global Silver Miners Total Return v2 Index e permette di investire nell’industria mineraria dell’argento, con un paniere di aziende.

Il costo è dello 0,65% annuo.

ETF sull’uranio

Global X ETF Uranio

Il Global X Uranium UCTIS ETF (URNU) permette di investire in un’ampia gamma di aziende coinvolte nell’estrazione dell’uranio, dall’esplorazione alla raffinazione, e nella produzione di attrezzature per l’industria estrattiva e del nucleare.

L’ETF replica il Solactive Global Uranium & Nuclear Components Total Return v2 Index e ha un costo dello 0,65% annuo.

HANetf: un ETF sulle società minerarie di uranio

HANeft ha quotato su Borsa Italiana un ETF per esporsi all’estrazione dell’uranio e all’energia nucleare.

Lo Sprott Uranium Miners UCITS ETF (ticker: U308), un Exchange Trade Fund che beneficerà del potenziale di crescita dell'energia nucleare e della domanda di uranio.

L’ETF comprender società coinvolte nel settore dell’estrazione, ricerca, sviluppo e produzione dell’uranio, ma anche realtà che detengono uranio fisico, royalty o altre attività non minerarie connesse.

U308 replicherà l’indice North Shore Sprott Uranium Miners che gestisce un ETF sul metallo pesante quotato negli Stati Uniti, con circa 1,5 miliardi di dollari di masse in gestione e un trust sull'uranio fisico con oltre 3 miliardi di dollari di asset under management

Investire sull’energia nucleare è certamente controverso, ma le previsioni sull’utilizzo dell’atomo per colmare i deficit energetici in Europa sono in crescita.

Oggi il nucleare produce il 10% della fornitura mondiale di elettricità: oltre il 50% risulta a zero emissioni di carbonio. E infatti la Commissione UE ha proposto di includere l’energia nucleare nella tassonomia della finanza sostenibile.

ETF sui minerali rari

WisdomTree ha nella propria gamma di ETP due prodotti specifici per la transizione energetica.

Il primo è il WisdomTree Energy Transition Metals ETC (WENT), TER dello 0,45%, che replica la performance del WisdomTree Energy Transition Metals Commodity Index TR.

Al momento è composto da rame, nichel, alluminio, argento, zinco stagno, platino e oro.

Il secondo si chiama WisdomTree Battery Metals ETC (WATT), TER dello 0,45%, e replica l’indice WisdomTree Battery Metals Commodity Index TR.

Gli indici sono ricostituiti una volta l’anno, nel mese di gennaio, ma subiscono anche un processo di revisione trimestrale per valutare la possibilità di aggiungere altri metalli di base, come il cobalto e il litio.

Alcune piattaforme digitali per investire in ETF

 

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