Entro sette anni gli investitori Istituzionali si sostituiranno a quelli retail in qualità di principali detentori di digital asset. Questo il dato emerso dalla nuova ricerca firmata Grayscale Investments.
Lo studio, che ha coinvolto fund manager, wealth manager, istituzionali come casse di previdenza e fondi pensione basati in tutta Europa rappresentativi di un totale di 182,5 miliardi di dollari di AuM, ha fatto emergere che 7 intervistati su 10 sono convinti che entro 7 anni gli investitori istituzionali deterranno il 60% degli asset digitali, invertendo così la situazione attuale, che vede gli istituzionali detenere circa il 3% degli asset digitali, mentre il restante 97% è in mano ai retail.
Solo il 4% dei rispondenti è convinto che un simile scenario non si verificherà.
Cosa spinge l’interesse degli investitori? Hardware e pagamenti digitali sul podio
L’interesse degli investitori istituzionali è determinato da una serie di fattori, tra gli elementi determinanti vi sono sicuramente gli hardware provider.
Il 71% degli investitori intervistati ritiene che i fornitori di hardware si accaparreranno una quota maggiore della spesa di 55 miliardi di dollari prevista nel settore dell'estrazione di asset digitali.
Attesa anche la crescita nel settore delle piattaforme di pagamento digitali: lo scorso anno i volumi dei pagamenti on-chain hanno raggiunto i 25 trilioni di dollari solo tra Stablecoin, Bitcoin ed Ethereum, ma il 70% dei partecipanti ha affermato che entro il 2030 questi volumi raggiungeranno i 30 trilioni di dollari o più.
Uno su tre, inoltre, reputa che il valore raggiunto andrà oltre i 40 trilioni di dollari, superando così il settore delle carte di credito.
Per ora, è un mercato retail
Secondo David LaValle, Global Head of ETFs di Grayscale Investments «gli investimenti istituzionali in digital asset stanno crescendo rapidamente invertendo il tradizionale dominio degli investitori retail, che continueranno a rappresentare una parte consistente di questo settore».
Della stessa idea anche Hector McNeil, co-CEO e co-fondatore di HANetf che, nel riportare l’esempio del Regno Unito, ha aggiunto che «ci sono milioni di persone che investono in asset digitali, acquistando direttamente criptovalute o attraverso un ETF».