Obbligazione legata all’inflazione con rimborso del capitale a scadenza. La nuova Proposta di Deutsche Bank

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Obbligazione legata all’inflazione con rimborso del capitale a scadenza

L’obbligazione strutturata emessa da Deutsche Bank AG in collaborazione con Leonteq Securities GmbH (di seguito semplicemente “Deutsche Bank” e “Leonteq”), che agisce come Marketing Partner, con ISIN XS3484329662 consente di collegare il rendimento dell’investimento all’andamento dell’inflazione dell’Eurozona, offrendo al tempo stesso una protezione del 100% del valore nominale alla scadenza.

L’obbligazione è denominata in euro, quotata su EuroTLX e caratterizzata da una durata di dieci anni, prevedendo inoltre il pagamento di cedole variabili con frequenza semestrale (il 25 settembre e il 25 marzo di ogni anno di riferimento). Il loro ammontare dipende dalla variazione dell’indice dell’inflazione europea calcolato dall’Eurostat (Eurostat Eurozone HICP Ex Tobacco Unrevised Series NSA, identificato su Bloomberg con il ticker CPTFEMU Index).

Quando la variazione di riferimento dell’indice è positiva negli ultimi 12 mesi (con data di pagamento posticipata di 3 mesi), l’obbligazione paga una cedola pari a 1,5 volte la variazione nell’indice. Quindi, la cedola è tanto più alta quanto più elevata è la variazione dell’inflazione annuale nell’Eurozona, con un fattore di partecipazione del 150%.

In presenza di una variazione nulla o negativa dell’indice dell’inflazione, opera invece un floor dello 0,00% annuo: la cedola non può quindi assumere un valore negativo, ma può essere pari a zero. Dunque, quest’obbligazione offre un rendimento che diventa particolarmente interessante nei periodi fortemente inflattivi, muovendosi pertanto in controtendenza con il classico comportamento delle altre asset class e offrendo, così, un’opportunità di diversificazione.

Il sottostante: l’inflazione dell’Eurozona al netto del tabacco

Il CPTFEMU Index è una serie elaborata da Eurostat e appartenente alla famiglia degli indici armonizzati dei prezzi al consumo, o HICP. Questi indicatori misurano nel tempo la variazione dei prezzi di un paniere rappresentativo dei consumi delle famiglie nell’area euro, utilizzando criteri comuni tra i diversi Paesi membri.

La caratteristica specifica dell’indice utilizzato dall’obbligazione è l’esclusione dei prodotti del tabacco. La dinamica dei prezzi di questa componente può essere influenzata in misura significativa da accise e interventi normativi nazionali. La sua esclusione permette quindi di prendere come riferimento una misura dell’inflazione leggermente diversa dall’indice “HICP complessivo” e depurata da questi effetti.

Non si tratta, tuttavia, di una misura di inflazione “core” che viene calcolata escludendo dal paniere di riferimento i beni i cui prezzi sono più volatili. Il CPTFEMU Index continua infatti a comprendere, tra le altre componenti, energia e generi alimentari, i cui prezzi possono registrare variazioni anche rilevanti.

Il funzionamento delle cedole

Per ogni periodo cedolare, il tasso applicabile è determinato confrontando due livelli ufficiali del CPTFEMU Index.

Il confronto misura quindi, in via generale, la variazione dell’indice su un periodo di dodici mesi, con una data di pagamento posticipata di tre mesi rispetto al periodo di rilevazione e con un minimo imposto dal floor dello 0,00%.

Il tasso cedolare, infatti, è dato dal maggiore tra:

  • il floor dello 0,00% annuo;
  • il 150% della variazione percentuale intervenuta tra i due livelli di riferimento.

Cedola = max [0,00%; 150% × (Reference Level t - Reference Level t-1) / Reference Level t-1]

Il livello t considera l’indice riferito a tre mesi prima della data di pagamento cedola; il livello t-1 considera l’indice riferito a quindici mesi prima.

Se, ad esempio, la variazione percentuale dell’indice di riferimento fosse pari al 3,00%, l’applicazione del fattore di partecipazione del 150% determinerebbe un tasso cedolare del 4,50% annuo, pagato poi con cadenza semestrale (quindi la cedola semestrale sarebbe pari al 2,25% circa). Con una variazione del 2,00%, il tasso risultante sarebbe invece pari al 3,00% annuo. Se l’indice risultasse invariato o in diminuzione, in caso ad esempio di uno scenario deflattivo, il floor limiterebbe il tasso cedolare allo 0,00%.

Un calendario semestrale fino al 2036

Il fixing iniziale è previsto per il 21 settembre 2026, mentre la data di emissione è fissata al 25 settembre 2026.

Le cedole vengono pagate due volte l’anno, il 25 marzo e il 25 settembre, a partire dal 25 marzo 2027 (ad esempio per la data di pagamento 25 marzo 2027 il periodo di osservazione è: da 25 dicembre 2025 al 25 dicembre 2026 ) e fino alla scadenza del 25 settembre 2036 (ad esempio per la data di pagamento 25 settembre 2036 il periodo di osservazione è: da 25 giugno 2035 al 25 giugno 2036) .

La determinazione della cedola avviene il secondo giorno lavorativo precedente la relativa data di pagamento. Il prodotto consente quindi di ricevere fino a due flussi cedolari variabili ogni anno. La frequenza semestrale dei pagamenti non deve però essere confusa con l’orizzonte utilizzato per misurare l’inflazione: la formula prende come riferimento la variazione dell’indice tra rilevazioni distanziate di dodici mesi.

Il sottostante nell’attuale scenario macroeconomico

Questo prodotto si inserisce in un contesto in cui l’inflazione è tornata al centro dell’attenzione dei mercati europei. Secondo la stima preliminare pubblicata da Eurostat ad agosto 2026, l’inflazione complessiva dell’area euro si è attestata al 3,3% annuo, dal 2,9% di luglio. L’accelerazione è stata trainata soprattutto dalla componente energetica, cresciuta del 14,3% negli ultimi 12 mesi, mentre i servizi hanno registrato un incremento del 3,0%.

Anche le più recenti proiezioni della Banca Centrale Europea evidenziano un quadro ancora caratterizzato da pressioni sui prezzi e da una significativa incertezza. Nello scenario di base pubblicato a settembre, la BCE prevede un’inflazione “HICP complessivo” (non epurato dal tabacco) media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. L’inflazione dovrebbe raggiungere un picco del 3,6% nell’ultimo trimestre del 2026, soprattutto per effetto dell’aumento dei prezzi energetici, per poi riavvicinarsi progressivamente al 2%.

Il 10 settembre 2026 la BCE ha inoltre aumentato i tre tassi ufficiali di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50% con effetto dal 16 settembre. La decisione riflette la volontà di contrastare pressioni inflazionistiche che, secondo il Consiglio direttivo, potrebbero rimanere superiori all’obiettivo per un periodo prolungato a causa dei conflitti geopolitici.

Questo scenario rende il tema dell’inflazione particolarmente attuale, tuttavia la lunga durata di questa obbligazione rende necessario allargare l’orizzonte di analisi oltre le dinamiche inflattive dell’immediato futuro.

La protezione del capitale opera alla scadenza

Alla data di scadenza del 25 settembre 2036, l’obbligazione prevede il rimborso del 100% del valore nominale (pari a 1'000 euro). La protezione è indipendente dalla performance finale del CPTFEMU Index, ma opera esclusivamente alla scadenza. Durante la vita del prodotto, il suo prezzo di mercato può risultare inferiore al 100% del valore nominale. Un investitore che decidesse di vendere anticipatamente potrebbe quindi subire una perdita, anche in presenza della protezione prevista per il rimborso finale.

Il valore dell’obbligazione prima della scadenza può essere influenzato dall’evoluzione dell’inflazione attesa, dai livelli dei tassi d’interesse, dal tempo residuo e dall’andamento del merito creditizio dell’Emittente.

Il rimborso a scadenza resta comunque esposto al rischio emittente, in questo caso Deutsche Bank con (rating S&P: A; Fitch: A+; Moody’s: A1), e non è assistito da una garanzia di terzi. In caso di insolvenza o mancato pagamento dell’emittente, dunque, l’investitore potrebbe perdere una parte o la totalità del capitale investito, indipendentemente dall’andamento dell’indice sottostante.

A chi si rivolge il prodotto

Questa obbligazione strutturata può essere presa in considerazione da investitori con un orizzonte temporale di lungo periodo che desiderano collegare il rendimento potenziale all’andamento dell’inflazione dell’Eurozona.

L’investitore deve tuttavia essere consapevole che il prodotto non prevede una cedola minima positiva: se la variazione del CPTFEMU Index fosse nulla o negativa nel periodo di riferimento, la cedola del relativo periodo sarebbe pari a zero. La struttura non garantisce quindi un flusso di reddito predeterminato e seppur garantisca il rimborso integrale del capitale a scadenza, quest’ultimo resta sempre soggetto alla solvibilità di Deutsche Bank.

Disclaimer

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La Securities Note, approvata da CSSF in data 18 maggio 2026 (ed eventuali supplementi), la relativa Nota di Sintesi, le relative Condizioni Definitive (Final Terms) del prodotto ad essa allegata, nonché il Key Information Document (KID) predisposto dall’Emittente in relazione al prodotto sono disponibili presso l’Emittente, sul sito www.xmarkets.db.com, nei quali sono riportate le informazioni necessarie per conoscere in dettaglio le caratteristiche dei prodotti, del servizio e i relativi rischi e costi, e per poter assumere una consapevole decisione d’investimento.

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